EVONIMO, FUSAGGINE (FUSARIA) O BERRETTA DA PRETE
Euonymus europaes L
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Cenni Etimologici e Botanici
La Fusaggine, evonimo o “berretta da prete” o “berretta del
cardinale”, è una piantina vistosa e vanitosa che ho avuto la fortuna di
incontrare – per la prima volta – sul Ponte delle Streghe delle Marmitte di
Croveo, niente meno che nella Valle Antigorio, famigerata per il suo maxiprocesso
svoltosi tra il 1609 e il 1611 a carico delle donne e uomini della zona
accusate/i di stregoneria.
Il rosa di cui sono dotate le sue bacche, sgargiante e
vitale, ben compensava il grigiore dato dalla tipica foschia invernale, che
nelle aree di montagna e giù per la Valle in autunno si muove in figure come fantasmi
volanti. I frutti della fusaggine sono infatti delle capsule carnose, che nascono
verdi, per poi divenire rosa, fino al rosso intenso nella piena maturazione,
quando si aprono e dai quattro lobi di cui sono dotati lasciano fuoriuscire i semi
arancioni. Questi semi, deiscenti e duri, maturano a inizio autunno, ma sono
molto persistenti sui rami spogli della pianta; perciò, regalano un tripudio di
colore anche in pieno inverno.
Alla particolare conformazione di questi frutti è dovuto il
nome volgare di “berretta del prete”, per via della forma delle sue bacche, che ricordano un simile
cappello, ma il suo nome è anche fusaggine, derivato del latino “fusus” ossia fuso,
lo strumento per filare...
Un altro termine per chiamarla, ossia il nome
botanico è Euonymus europaes L., declinato in “Evonimo” la cui etimologia
deriva dal greco “eu/ev” ovvero “bene, buono” e “ònoma” ossia nome; quindi,
significa “buon nome” oppure “ben nominato” o anche “benedetto”, nonostante la
velenosità di tutte le sue parti – tossiche per l’uomo, deleterie persino per i
tornitori che ne lavorano i legno! – ma ottimo pasteggio autunnale per i
piccoli uccelli come pettirossi, cinciallegre, capinere e codibugnoli, frequentatori
assidui di giardini e siepi nel periodo più freddo dell’anno.
La graziosa piantina appartiene alla famiglia delle
Celastracee, una famiglia di piante angiosperme (ossia una divisione di
piante delle spermatofite, che hanno un proprio fiore e un frutto protetto da
bacche) che comprende circa 100 generi per un totale di circa 1.300 specie.
Le angiosperme si distinguono facilmente perché i loro semi sono avvolti da un
frutto, che li protegge e ne facilita la disseminazione.
Il nome significa del resto “seme protetto” – dal greco αγγειον,
“ricettacolo”, e σπερμα, “seme”.
Le foglie sono caduche, raramente superano i dieci
centimetri e da osservare è l’importanza del suo legno: l’apparato radicale
della fusaggine è profondo e robusto, “ha radici solide”, per così dire. Dal legno della fusaggine, carbonizzato, tra l’altro si ottiene il carboncino da disegno. Il legno è altresì omogeneo, elastico,
compatto e leggero e trova diversi impieghi nella costruzione di piccole botti,
di archetti per viole e violini e strumenti musicali in genere, di mobili
intarsiati, di cannelli per pipe e di fusi per filare, utilizzo per il quale vengono
attribuiti a questa pianta i nomi volgari di “Fusaria” e “Fusaggine” (1).
Per finire, i fiori, che è possibile ammirare da aprile a
giugno, sono di un bianco puro e delicato, la pianta assume quasi l’aspetto
di un gelsomino; infatti, è venduta e utilizzata come pianta da siepe e
ornamentale. L’Euonymus europaeus, come delucida il nome, è una specie spontanea
in tutta Europa, perlopiù riscontrabile nei boschi di latifoglie. Non teme il
gelo né il caldo estremo, ma perisce il vento, inoltre può prosperare sia in
pieno sole che parzialmente in ombra. Ama i suoli profondi, freschi e ricchi di
sostanze organiche.
Proprietà Venefiche e Medicamentose
La fusaggine può essere utilizzata a scopo colagogo
(permette il passaggio della bile dal canale coledoco all’intestino),
detergente, emetico (provoca il vomito in caso di avvelenamento), insetticida e
purgativo. Le parti utilizzate sono i semi e le foglie, dalla pianta si
estraggono tannino, lipidi, acidi organici, pigmenti, vitamina C, alcaloidi. Le
sue parti possono essere usate solo ed esclusivamente sotto una prescrizione
medica, in casa si può ricorrere solo ad uso esterno, riducendo in polvere i semi
come unguento contro i pidocchi.
Nel corso della storia, la fusaggine è stata infatti ricordata
per i numerosi avvelenamenti: decidere di coltivarla potrebbe essere un rischio
per bambini e animali domestici, per questo motivo è raro vederla nei giardini
pubblici, più facile è incontrarla in stato selvatico.
Non è un caso, forse, che cresca nella sua bellezza in
prossimità dei luoghi famigeratamente conosciuti come ritrovi per la tregenda: il
veleno di una strega, di cui sono pregne le sue parole, le sue formule
magiche, può essere letale per chi ascolta o legge…
La fusaggine è estremamente bella, quanto pericolosa, non da
tutti avvicinabile.

Fotografie di Claudia Simone, Marmitte di Croveo, Valle Antigorio
Sitografia di riferimento
(1) www.natiperterra.it,
Giuseppe De Palma
www.gaiavita.it
www.veronasera.it
www.godelicius.it
www.natiperterra.it
Diritti
Crediti fotografia: telegraph.co.uk



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