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Memorandum

Non ci importa chi tu sia, o chi tu creda di essere.
Non ci interessano le tue iniziazioni, i poteri di cui ti elogi ed elogiano e che vani eserciti su altri e altre.
Siamo immuni a ciò che credi di poter esercitare e a cui noi non crediamo e perciò non accordiamo il nostro invito.
Non ci importa dei gruppi – ranghi o eredità – a cui credi di appartenere, la tradizione da cui credi di discendere e rappresentare, la conoscenza che ti sei convinto di possedere, i titoli di cui ti sfoggi, i ruoli di cui ti investi o da altri della tua o “maggior” misura tu sia stato investito, né ci curiamo dei riconoscimenti che ancora brami e credi di dover ottenere per diventare ciò che credi di dover diventare o che pensi già d'essere.
A noi non importa altro che l'armonia dell'anima nutrita in un circolo segreto e senza sosta.
Cieca è l’ignoranza dei saccenti senza luce, aperta è la vista di coloro che, invece, senza nomi né titoli, si consacrano al lume sincero del dubbio e alla grazia dell'esempio, che inevitabile si dispiega, insegna e poi tace.
Se la tua vita non riflette nell'esempio, e dunque anche nella materia, l'oro e l'argento (volgare) di cui ti vesti con parole e molte illusioni, ancora affermiamo a memento del nostro credo che a noi non importa né chi sei né chi credi d'essere, né di ciò che hai o aneli a possedere, se il tuo operato non assomiglia neppure a uno sbiadito riflesso, dell’equilibrio e delle virtù morali che vai vaticinando.
Nudo, senza nomi né titoli – che peraltro impressionerebbero solo pochi o molti stolti senza mercurio – privato del ciarpame carnevalesco con cui a nozze vesti la tua essenza (sconosciuta persino a te stesso), al nostro umile ma attento sguardo appari.
Soltanto sottraendoti all’egoismo dietro cui ti nascondi, forse un giorno, potrai accedere “al vero”, od al sottile tanto millantato. Se – e quando – vi avrai avuto accesso, tu stesso saprai, e riconoscerai, di essere sempre stato nessuno, e mai più nessuno vorrai essere, né alcunché crederai di sapere o poter insegnare ad alcuna od alcuno, poiché sarai, e riconoscerai che ognuno è in grado di essere, riconoscere dentro sé, ciò che tu stesso, forse – dato che la speranza è l'ultima a morire – avrai riconosciuto.

*****

Molte voci, ormai risvegliate dal sonno fagocitante di certe realtà dilaganti, hanno ricominciato – alcune, in verità, non avevano mai smesso – a esprimere la loro volontà e il loro legittimo disappunto.
Questa è la mia (profetica, aggiungerei) dato che è stata scritta nell'inverno 2022, e l'ondata di falsi guru che si aggirano nel web che la aveva ispirata purtroppo non è cessata. Anzi, i seguaci sono aumentati, idem il delirio che ne consegue.

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