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Dita di Nornir


La fiamma veglia se stessa
la fanciulla veglia la fiamma
l'uomo veglia la fanciulla
affinché sia protetta
nella sua veglia.

La dea veglia sulla fiamma,
affinché alta e splendente irradi la verità
nel cuore della fanciulla;
ed Ella veglia sulla fanciulla,
cosicché non si distragga
dalla sua veglia.
 
E veglia la madre anche sull'uomo,
così che la sua grande forza
possa proteggere la fanciulla,
e la fiamma che veglia
da ogni attacco.
 
E Lei grande, Lei sola,
che possiede il destino
di uomini e dei,
intesse le trame,
con dita di Nornir
sulle cui unghie figurano
i glifi del destino
che avvolgono, disegnano, irradiano
la veglia dell'incorruttibile,
 
Note
 
L'inedita composizione poetica, che riguarda la concezione profonda di antico e sacro femminino e mascolino secondo la weltanschauung di questo portale; è ispirata alla missione che anima le fanciulle che vegliano la fiamma.
Celate fra i versi sibillini del brano, figurano le “Nornir” (fatae) – le Norne, in italiano – della mitologia norrena. Daremo dunque alcune delucidazioni utili a comprendere il contesto cosmogonico che ha ispirato la poesia: il termine Norna deriva dall'antico norreno “Norn” che significa “colei che bisbiglia un segreto”. Esse vivono presso la fonte di Urdarbrunnr, ove tessono il destino di ogni vivente.
I loro nomi – pure se non sono soltanto tre, come erroneamente si crede, ma molte di più – sono Urdhr, la vergine, che personifica la luna crescente; Verdhandi, colei che è della luna piena, la madre e Skuld, la luna calante, nonché la vecchia.
Secondo L'Oracolo dell'Indovina (una antica opera poetica nordica), furono le prime a riprodurre ed incidere le rune. Con il loro potere, e con la sola presenza, irrorano ogni giorno, con acqua e argilla, per evitare che secchi o marcisca, l'albero cosmico “Yggdrasil” – “cavallo di Yggr”, nonché “forca” o “patibolo” di Óðr/Odin dove il dio, il “totalmente altro”, immolò se stesso al sacrificio per nove giorni e nove notti per ricevere la saggezza delle rune che sono il mistero, il segreto dell'esistenza stessa.
Nell'Edda le Nornir sono le intagliatrici delle rune – i segreti sussurranti – che sono incise sulle loro unghie, con cui tessono la trama del destino, nonché dell'eternità, davanti alla quale persino gli dèi soccombono; dato che periranno nel Ragnarok, a differenza delle Nornir che sono le uniche creature della mitologia norrena ad essere incorruttibili e immortali.
L'unico elemento eterno nella cosmogonia norrena è infatti il destino, pertanto le Nornir hanno potere decisionale persino sulle divinità, che in questo senso sono alla stregua degli umani poiché dipendono dalla volontà delle Nornir, che naturalmente sono assimilabili alle parche greche, alle moire romane, e alla figura preindoeuropea celto-germanica della Dama Bianca, assimilabile per attributi e congruenze alla Grande Madre dei Vani Frigg/Freya; ciò che di più simile a una Grande Madre protoindoeuropea è rimasto della mitologia norrena.
In passato Frigg, insieme a Skaði e Freya, era probabilmente una grande dea triplice, la filatrice, la conoscitrice di ogni destino, inciso sulle unghie delle Nornir (che probabilmente sono una estensione delle sue stesse dita profetiche).
Ecco, dunque, queste figure della mitologia norrena sposare i principi e i valori su cui l’Antro si fonda: la fiamma, il lume, la fanciulla del fato e della conoscenza che ne veglia la luce, e l'uomo che, incorrotto, protegge la fanciulla poiché ne riconosce il valore e il ruolo profondi, dato che ella incarna l'archetipo femminile di tutti i destini, a cui uomini e dei sono soggetti.
Questa è, nella concezione qui supportata, la massima espressione d'amore tra il femminile e il maschile: la condivisione della luce, purché vi sia protezione, e i confini restino tali da non far impallidire né spegnere – né divampare prematuramente – quella fiamma che tutto cela e a cui ognuna e ognuno ambisce.


 
Bibliografia consigliata

(1) Il Segreto delle Rune, Guido Von List, Aga Editrice, Milano, 2017
(2) Il Canzoniere Eddico, Piergiuseppe Scardigli, Garzanti i Grandi Libri
(3) Le Divinità Femminili del Pantheon Nordico, Claudia Emanuele, Edizioni La Zisa, 2015
(4) Edda, Snorri Sturluson, Adelphi Edizioni, Milano, 2017

Crediti immagine: John Bauer
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