A volte, al di là di ciò che accade fuori,
dove la vista si offusca e il lume si perde, è sufficiente tornare a respirare,
ad occhi socchiusi, nel nome di ciò che appartiene.
Nel suono e nella parola, «luce» che più di
tutto parlano di entrambe: di me e di te, di ciò che mi spinse sul
percorso dove attendevi di emergere da quell'altrove, ove già esistevi, intangibile.
Allora la via si rischiara e tra le foschie, abbandonata fra le nebbie profumate di brina io riesco a vedere «e a
sentire» e attraversare l'ignoto.
Testo di Claudia Rosaspina Simone. Tutti i Diritti Riservati
Crediti fotografia di YeayMe su Pinterest

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