Su uno dei cartelloni esplicativi della vicenda delle Streghe di Croveo; che sono stati installati un po' ovunque per le vie del paese e del percorso ad anello che ripercorrere presumibilmente le loro gesta; si legge: “Narra la leggenda che le donne accusate di stregoneria, prima di essere condotte a Novara nelle carceri vescovili, venissero tenute prigioniere nelle cantine di una delle case di Croveo. Non sappiamo se tutte siano passate da qui e nemmeno se ci siano veramente state, ma sembra che tutt'ora ci sia una presenza, una anima buona, come riferiscono gli attuali proprietari della casa, che si diverte a far loro alcuni scherzi: accende e spegne la televisione, o nasconde e sposta oggetti da una parte all'altra”.
Per procedere con il tema delle prigioni, non presunte ma vere; si rammenta che il trattamento nelle carceri vescovili non era certo confortevole!
Persone anziane, mal nutrite e oppresse dalla paura, potevano cedere facilmente non solo agli strapazzi della tortura, ma anche alle tipiche malattie che venivano contratte in quelle condizioni (1, p. 397).
Nel 1610 molte delle donne accusate come streghe, che avessero o meno confessato, che lo fossero o non lo fossero davvero, morirono in prigione.
Reportage - di Claudia Simone

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