Non è chiaro se la presentazione di una novizia o di un novizio in una congregazione di streghe fosse una pratica antica, ma potrebbe esserlo stata, dato che anche questa potrebbe essere un elemento che il cristianesimo ha assimilato dal paganesimo.
Secondo certi documenti alcune streghe, prima di accedere alla Religione delle Streghe, rinnegavano il loro battesimo cristiano.
Quanto alla firma di un patto, invece, è una pratica introdotta in un periodo posteriore e non era contemplata nei tempi antichi.
Anche la pratica del cosiddetto «battesimo» degli iniziandi alle religioni antiche si ispirava con tutta probabilità, secondo le fonti, a una pratica cristiana.
In Inghilterra e Scozia, ad esempio, non venne mai certificato. Secondo Margaret Murray, il primo riferimento a un battesimo di strega proverrebbe dai bassi Pirenei, datato 1609.
A ogni modo, secondo quanto raccolto da Don Tullio Bertamini in Luci su Croveo, una delle pratiche riportate dalle streghe ree confesse della Valle Antigorio era quella di tracciare una croce sul pavimento, ad opera della iniziatrice, per poi sedervisi sopra «con il culo» la nuova accolta nel gioco del Sabba, rinnegando così (si ipotizza) la fede in Gesù Cristo e accogliendo “il Demonio” che, magicamente, appariva alla strega novizia unendosi a lei in atto sessuale e guidandola al sentiero della strega.
Al di là delle suggestioni (che spesso sono state più il frutto del delirio della gente e degli inquisitori che materia di verità) ciò che oggi si potrebbe intendere come battesimo o iniziazione di una strega è forse quell'atto di amore puro che rappresenta la scelta di dedicarsi con totale onestà al sentiero prescelto, sancendo la propria unione con il mondo invisibile che si ha scelto di esplorare attraverso un giuramento sincero che non leghi a nulla e nessuno se non a se stesse e alla parte di sé più antica, saggia e magica che abita dentro e guida sulla rotta.
Si potrebbe forse, per la cerimonia, attingere ad elementi naturali che si sentono propri, servendosi di immagini e oggetti che rappresentino quell'intento puro e naturale che spinge a camminare dentro, scegliendo, anche, di evocare silenziosamente (magari pronunciandolo per tre volte, dando fuoco allo stoppino della candela preferita) il nome di una dea o un dio, o una entità particolare alla quale ci si senta particolarmente affini, portandone al proprio interno l'incanto e il corredo magico...
Sitografia
Testo di Claudia Simone tratto da Streghe, Dee, Befane, Donne e Valchirie: alle origini della Stregoneria e la Vecchia Religione nell'Europa Antica e Occidentale vietata la riproduzione anche parziale senza il consenso scritto dell'autrice e senza citare la fonte.
Crediti fotografia: Pinterest di artista ignoto/a

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