Una delle più grandi bugie che circolano di questi tempi, soprattutto in rete, è che sia possibile vantare, ad oggi, una presunta linea di discendenza di sangue di una strega. Sfatiamo subito un mito, soprattutto per tranquillizzare coloro le cui nonne potevano essere persone apparentemente normali, magari per via del fatto che ognuna detiene la propria forma di magia e incanto, diversa in ognuna e spesso ben celata oltre il velo di normalissime pratiche quotidiane, svolte da tutte le donne.
Premesso, altresì, che ognuna e ognuno ha in sé il DNA delle proprie antenate – che sono le radici stesse della strega, ciò che la ancora al suo stesso passato, alle memorie che sono, sempre, magiche a modo loro (anche considerato che ogni era della religione è stata preceduta da una era della magia dalla quale discendiamo in questo senso tutte e tutti) – l'essere o non essere, autenticamente, la strega che si ha in mente si dovrebbe essere, dipende da fattori strettamente soggettivi, sacrosanti e immuni ai dogmi.
Il consiglio che si da è quello di diffidare di chiunque vi faccia credere il contrario, ossia di dover assomigliare “a loro” prima di potersi sentire e dire tali.
Personalmente – ma questo è il mio sentire, una mia scelta e una mia chiamata a viverla così – ho sempre ritenuto la Grande Antenata che mi vive dentro e che vive nella saggezza della natura e della terra la fonte, il cuore pulsante della mia pratica, del potere al quale attingo come libera strega.
Tutto ciò che è, l'energia dei quattro elementi, ad esempio, è animano da lei, dalla donatrice invisibile, poiché sono le sue radici, le sue ossa, il suo sangue ed il suo respiro, vivi e sondabili dentro ognuna e ognuno e non c'è alcun cammino di sofferenza da fare sulle ginocchia per raggiungere chissà quale stato di fede o illuminazione, per comprendere la verità di questo fatto.
Non è nemmeno necessario andare chissà dove e cercare chissà dove e in chissà chi, per accedere a tale fonte di potere, poiché è possibile accedervi qui, proprio adesso, mentre si lavano i piatti, mentre si sbucciano le patate, mentre si annusa l'aria pungente di un boschetto in autunno o mentre prepariamo un tè caldo la cui nuvola rapisce in terre lontane.
La presenza della “radice”, e della Madre che la nutre e anima, per chi ne sentisse la chiamata e ne abbia predisposizione risulta in genere già totale ed eterna: non chiede che si creda in lei poiché la sua esistenza, il modo in cui influenza la vita di tutti i giorni e la potenza che connettersi a lei consapevolmente scaturisce è sufficiente perché la verità si sveli agli occhi, che hanno solo da riconoscere, osservare ciò che si palesa.
Tale radice si può scorgere nella eco della sua voce, la quale, se evocata in solitudine e raccoglimento o anche nella gioiosità della condivisione con altre o altri, si farà sempre più forte, tanto da amplificare la propria presenza e abbracciare del tutto.
Invece di distrarsi ascoltando le molte voci attorno e riempirsi l'ego con chiassose cerimonie, iniziazioni e pretenziose pratiche stregoniche (che spesso non attirano l'intervento di determinate entità sottili ma le allontanano) si pratichi un acuto ascolto di ciò che avviene dentro: tale radice, se non la si troverà in sé, non sarà rintracciabile neppure altrove.
Tuttavia, per molte e molti è come se si potesse aspirare a un diploma che, una volta preso, e appeso alla parete, possa in qualche modo «legittimare la loro presenza nel mistero», ma la sola e unica “conferma” di dove ci si trovi rispetto al sentiero di ricerca della strega (che sia spirituale, solo magico, religioso o entrambi) può giungere soltanto da una saggezza consapevole e nutrita dentro: nessuno ha il potere di sapere dove si trova qualcun’altra/o in relazione a tale verità soggettiva!
Sebbene sia vero per noi un detto, ovverosia «giudica la tua maestra o te stessa, se la maestra sei tu, dall'armonia che c'è nella sua vita e dai suoi risultati in termini di equilibrio e benessere». Questo potrebbe essere un modo per comprendere il “livello” di Strega raggiunto da altre o altri.
Mi sono imbattuta spesso, soprattutto nel web, in personaggi dedicati a un qualche sentiero misterico e/o spirituale che pretendevano di rivendicare una sorta di posizione di rilievo in tale ambito di studio, ricerca o pratica basandosi soprattutto sul fatto che loro sarebbero arrivate o arrivati “prima di altre e altri”.
La domanda che da sempre mi sorge spontanea è — Ma siete arrivate prima dove (e da dove) esattamente? —.
— Nel web? Sui social? Questa la misura della realtà di una strega? — .
Chissà che qualche fanciulla silenziosa, introversa, poco propensa al contatto con le forme di comunicazione sopraddette, non camminasse il suo sentiero di ricerca sin da bambina, nello svolgersi di una quotidiana, discreta vocazione?
Magari segreta, che le imponesse di non esporsi...
Le più abili donne di magia che io abbia conosciuto, che sono anche coloro che mi hanno, paradossalmente, iniziata a quelli che ritengo «i misteri che mi hanno cambiata», svolgono una vita lontana dai social media, dal pettegolezzo e dai riflettori del web, ma compiono ogni giorno piccoli miracoli indispensabili alla bellezza e alla salute del pianeta nel loro “modo personale”.
Ognuna fa la sua parte e ognuna ha incominciato a sbrogliare i propri nodi a suo tempo, a suo modo, nessuna e nessuno può giudicare o quantificare questo.
Coloro che agiscono, nascoste, nel loro piccolo, non sono meno rilevanti, come streghe, di quelle e quelli che hanno sempre misurato il proprio percorso rendendolo accessibile a altre e altri, spesso utilizzando i propri seguaci come subdola misura di riferimento per il proprio successo o presunto livello di arrivo.
In fin dei conti non bisognerebbe giudicare il cammino di un'altra strega in relazione a dove ella si trova rispetto al nostro!
Questo è un viziato e inaffidabile metro di analisi della realtà, poiché non sappiamo da dove arriva, che esperienze ha affrontato ma, soprattutto, non sappiamo ‒ né forse sapremo mai ‒ quanto potrebbe avere da insegnarci colei o colui che è “altra o altro da noi”.
Dal canto mio, ho imparato che, la vera magia, consiste nell'abbandonare ogni forma di manipolazione della realtà, concedendo totale fiducia alle mani invisibili della Grande Madre e al disegno che lei intesse, il quale è sempre più saggio e giusto per noi.
Spesso, in quella trama sconosciuta è celato un destino molto diverso da quello cui ambivamo per noi stesse.
In ogni modo, il tipo di magia qui proposto può infatti essere varcato solo da coloro che prima avranno compreso e accettato di svolgere un particolare viaggio....
Se non esiste una vera e propria ereditarietà di sangue, e quindi il (per così dire) “gene della strega”, potrebbe esistere, però, una cascata di memorie ataviche che, attraverso quella vocazione inspiegabile a qualcosa che talvolta prende, approfittando del canale aperto e ci raccontano la loro storia, che è anche la nostra: il nostro lignaggio segreto che può essere letto solo se la tela dell'interiorità è tersa e il canale pulito.
Il cammino misterico, inteso come appartenente alla sfera di ciò che non può essere visto ed esperito da chiunque solo perché lo vuole; è un cammino che sin dalla tenera età sceglie i suoi viandanti e le sue “muse” e vorrei supporre che ciò che è velato, custodito e preservato da energie non sempre di facile accesso, lo sia per una ragione precisa, che non a tutte e tutti (per fortuna) è dato sondare.
L'esistenza di molte e molti ciarlatani, dopotutto, bilancia questa realtà occulta che per molte e molti resta fortunatamente arcana e perciò inviolata, protetta.
L'accensione e la conseguente veglia della “fiamma genitrice” interiore non è del resto qualcosa che tutte e tutti desiderano, ma nemmeno accessibile a chiunque lo desideri.
A tal proposito, gli alchimisti nel Medioevo credevano che non si potesse creare l'oro nelle anime di coloro che, alla nascita, non ne possedessero già una particella innata.
Perciò l'oro, ossia la magia radicata, il potere che trae forza dalle sue radici, non arriva mai da una fonte esterna, ma dall'interno si estrae, e solo se già c'è...
Note
Da sempre, alla cura e alla guarigione erano per natura affini le donne, nondimeno alla protezione del focolare nel neolitico, che quindi avevano a che fare con gli spiriti che erano considerati causa delle malattie.
La guarigione e la sua magia erano soprattutto ad appannaggio delle donne, che si suppone custodissero anche la magia del sangue, della vita e della morte in quanto datrici del sangue sacro, la mestruazione.
Furono con tutta probabilità lo sviluppo agricolo e stanziale a far sì che la pratica della guarigione incominciasse a passare ereditariamente, di famiglia in famiglia.
La magia – dal greco «magikē», a sua volta connesso alla parola mantica – era una arte che veniva tramandata alla stregua delle altre, come la lavorazione dei metalli e del legno o la cura del bestiame.
Nelle tribù e villaggi viveva quindi un concetto di strega puro, privo dai preconcetti del cristianesimo e del ventesimo secolo a venire.
Conseguentemente si diffusero le differenti culture nel continente: celtica, germanica, italo-etrusca, greca ecc.… che portarono alla acquisizione di una semiotica culturale che ben si esprimeva anche nelle specifiche differenze linguistiche.
In quanto figlie e figli delle nostre antenate e antenati europei antichi, siamo tutte e tutti, però (perlomeno per coloro che ne sentono la chiamata) eredi delle nostre madri, delle nostre nonne e via dicendo, fino a ripercorrere l’intero albero genealogico che ha radici nel mistero delle origini.
Un mistero che cela memorie di cui alcune di noi sono dimentiche ma che una parte del nostro cervello antico, non ha dimenticato.
Oltre ad essere le persone umane che crediamo di essere, in noi scorre infatti «il flusso delle memorie di quelle ave» da cui, come streghe, abbiamo il potere di attingere.
Ogni strega ha effettivamente una sua “borsa del ricordo” – un sussurro – glifo tracciato nell’anima come un segno, reminiscenza di un tempo in cui, chi ha camminato nel mondo con il nostro DNA prima di noi, ha praticato l’antica arte delle donne dedicate ai Misteri della Grande Madre , in qualche forma, in qualche contesto.
Sitografia
Testo di Claudia Simone tratto da Streghe, Dee, Befane, Donne e Valchirie: alle origini della Stregoneria e la Vecchia Religione nell'Europa Antica e Occidentale vietata la riproduzione anche parziale senza il consenso scritto dell'autrice e senza citare la fonte.
Crediti fotografia: Pinterest di artista ignoto/a

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