“A Salem gli abitanti non ti chiedono se credi ai fantasmi,
ma piuttosto quando è stata l’ultima volta che ne hai visto uno”.
Adriana Mather, Antiche Voci da Salem, Nota della autrice, p.371, Giunti, 2016
Introduzione
La mia tensione alla vicenda delle Streghe di Salem nacque quando lessi un libro di
Adriana Mather che si intitola “Antiche Voci da Salem”; racconto di fantasia
scritto da una discendente di un pastore realmente coinvolto nella carneficina dei processi alle Streghe locali nel Seicento. Nel testo vengono citati luoghi, cognomi e dinamiche pertinenti a fatti realmente accaduti.
— Ti pentirai di ogni parola — così incomincia il capitolo, qui brevemente citato, che, al tempo, mi scosse profondamente, e ancora non smette di farlo.
(…)
“Diciannove persone e due cani sono stati impiccati, una è stata schiacciata a morte e almeno altre quattro sono decedute in prigione. Sono tutte morti causate direttamente dai processi alle Streghe di Salem, ma, come molti di voi sanno, le ripercussioni hanno avuto una portata ben più ampia. Tante famiglie hanno sofferto per generazioni, per colpa delle detenzioni hanno perso i loro averi e si sono indebitate fino al collo. Senza contare l’inevitabile risvolto emotivo. Faccio questa domanda ogni anno ai miei studenti, quindi oggi tocca a voi: che cosa ha causato i famigerati processi alle streghe di Salem? Una serie di fattori complessi e interconnessi tra loro? O c’è stata una sola causa principale? È successo tutto per motivi politici, religiosi, culturali o per semplice isteria collettiva? Mentre analizzeremo i saggi che state scrivendo e ci prepareremo per la rievocazione, continueremo a cercare la risposta a queste domande”. (P.84)
L’indagine proposta
dalla Mather, attraverso il discorso dell'insegnante del liceo che proferisce le parole suddette alla classe frequentata dalla protagonista del libro, Samantha Mather; credo
sia ancora aperta; ciò che ha realmente causato il fenomeno isterico e delirante contro
le presunte streghe in Europa, Oltreoceano e nella nostra stessa Italia, non è
ancora dato saperlo.
Farsi le giuste
domande, però, non serve tanto a trovare le risposte ma a comprendere quanto siamo
disposte e disposti a coesistere – nella vita di tutti i giorni – con ciò che
riteniamo “nemico” e in definitiva diverso o così simile a noi tanto da
negarlo per negare chi siamo, impaurite o impauriti dalle nostre stesse ombre.
A ogni modo, per
quanto sia di moda creare versioni delle streghe fantasiose e personali (spesso prive di buon
senso e verità), prima di rivolgersi alla fantasia o a moti emotivi trascinanti,
sarebbe bene conoscere i fatti. Quelli che “sono andati così” e non
possono essere sostituiti da ciò che piace e affascina di un tempo che, di
affascinante e desiderabile, con tutta probabilità aveva ben poco….
*****
Contesto Geografico e Socio-politico
La famigerata Salem coinvolta nei processi alle streghe era il
“Salem Village” nato nel 1936 per volere della vicina città omonima, situata nella
Contea di Essex, nel Massachusetts, il cui territorio è parte della città di Danvers.
In quegli anni l’area assisteva alla “Guerra di Re
Filippo” nella quale coloni inglesi e nativi americani ebbero scontri che
caratterizzarono anche gli anni successivi, quelli dei processi alle Streghe.
Questo potrebbe essere stato un deterrente, ovvero spesso, nei fenomeni sociali di questa portata, ci sono parti in causa che sfruttano frange deboli come capro espiatorio per una "guerra" che spesso non è "quella che si vede": il problema creato serviva a coprire le vere cause scatenanti.
Un esempio: (...) la chiave per comprendere la natura della stregoneria ereditaria nell’Europa occidentale va cercata nella rivalità tra cattolicesimo e protestantesimo, tenendo presente che i protestanti si sono sistematicamente adoperati per la distruzione di ogni traccia di paganesimo. Nel cattolicesimo persistevano, e tutt’ora persistono, vestigia pagane che Martin Lutero (e del resto la Riforma ne fu riflesso) accusava nel sistema delle indulgenze, nelle reliquie e nei santi; considerati empi verso dio.
(Tratto da Streghe, Dee, Befane, Donne e Valchirie: alle origini della Stregoneria e la Vecchia Religione nell'Europa Antica e Occidentale - Testo di Claudia Rosaspina Simone)
Pertanto, è probabile che, delle trecentomila streghe che si stima siano state giustiziate in quel periodo, la maggior parte non fossero affatto “streghe”; nel senso che qui abbiamo presentato, bensì povere e poveri cristiani anche molto devote e devoti, che difficilmente avevano praticato una qualsivoglia forma di “stregoneria” (non consapevolmente, almeno) e che di certo non definivano se stessi e se stesse streghe.
Anche in Inghilterra sembra che “la Caccia alle Streghe” fosse un pretesto per alimentare il conflitto con il principale antagonismo del tempo, ovvero quello tra il cattolicesimo romano e il protestantesimo puritano inglese che risaliva ai tempi di Enrico VIII Tudor.
*****
Finisco di redigere questo breve excursus e un brivido serpentino mi
attraversa la schiena.
Rovisto tra i
libri per cercare quello della Mather e appoggiarlo sulla scrivania, — Voglio
tenerlo vicino, stanotte — mi dico.
Il pavimento
scricchiola, il famiglio (insieme al mio futuro marito) riposa profondamente, il balconcino mi chiama a uscire
per prendere aria, stringermi in una coperta nonostante sia ancora piena estate e appoggiare un solenne silenzio
sulle memorie.
Le memorie di chi,
strega, forse non avrebbe mai voluto esserlo né esservi chiamata.
*****
Sulla Autrice
Adriana Mather appartiene alla quattordicesima generazione
di Mather, lo spietato Cotton Mather, coinvolto nella vicenda, alla terza.
L’autrice, del celebre libro Antiche Voci da Salem apprese
del suo antenato dalla nonna, Claire Mather.
Nella loro famiglia – come in quella di coloro che hanno la
fortuna di vantare una linea di sangue potente e unita – le antenate e gli
antenati non sono una leggenda né un ricordo lontano: la loro presenza come la
loro storia è viva e pulsante (afferma lei stessa nel 2016).
Suo padre veniva preso in giro a scuola per il suo cognome,
anche dopo trecento anni dalla vicenda delle streghe.
Ciò scosse a tal punto Adriana da voler fare delle ricerche
accurate sulla sua identità, tanto da scoprire che nel mostro si celavano
aspetto sconosciuti, di cui non si ha parlato.
A detta sua Cotton fu un uomo più complesso di come fosse
stato dipinto: fu pioniere nella diffusione per il vaccino contro il vaiolo,
scrisse il primo vero romanzo di genere true crime americano; condusse
un importante esperimento nel campo dell’ibridazione delle piante e giocò un
ruolo fondamentale nella fondazione dell’università di Yale.
Nei suoi libri – considerati ineccepibili testimonianze
della prima cultura dei puritani americani – vi erano dei misteri.
I processi alle streghe di Salem, definiti da Adriana “un
vero uragano” furono complessi quanto Cotton, che tutt’ora fa dibattere gli
storici.
Armata della curiosità dei misteri che ammantavano la
questione del suo antenato, Adriana voleva saperne di più, così si recò a Salem
a “ficcare il naso”.
Lì ordino in una libreria un testo sui suoi antenati ormai
fuori catalogo, dove la proprietaria, notando il suo cognome nei moduli che
stava compilando, storse il naso, dicendole che non era molto popolare, tra
loro.
Ma Adriana non si offese, e s’intrigò al punto di pensare
che, lì, “era una persona cattiva per diritto di nascita”. Forse, in lei crebbe
un sentimento simile a quello che avrebbero potuto provare coloro che, ai tempi
della caccia, subivano la medesima sorte solo per appartenere a una particolare
famiglia, per avere la pelle di un colore diverso o per avere capacità
particolari…
Insomma, la diretta discendente dell’inquisitore, a Salem, adesso
era la strega?
Sta di fatto che Adriana, percorrendo strade di ciottoli
costeggiate da case nere, realizzò, nell’ascoltare aneddoti sul paese che facevano
venire la pelle d’oca, di voler trascorrere qualche notte lì, alla scoperta di
un arcano che, alla fine, avrebbe ispirato il suo romanzo di “fantasia”.
Trovò rifugio in una vecchia villa con corridoi pieni di
spifferi e scalinate inquietanti, un bed & breakfast che a breve si rivelò –
secondo la testimonianza della scrittrice – un vero e proprio luogo infestato
dove il registro degli ospiti riportava esperienze raccapriccianti circa un
fantasma e strane evidenze sovrannaturali lì accadute… (…)
Adriana volle dare ad alcuni personaggi storici protagonisti
della vicenda delle streghe una nuova voce ma, ancora più importante,
decise di utilizzare il suo libro per aprire una porta (e una chiave di
lettura) su un parallelismo tanto ovvio quanto ignorato; quello tra la
persecuzione delle streghe (ieri) e il bullismo nelle scuole (oggi). Dove la
caccia al diverso sembra seguire moventi e procedure simili, tanto da arrivare
a chiedersi se le cose siano veramente cambiate, o se non lo abbiano mai fatto veramente.
Gran parte della storia contenuta nel romanzo è del resto
accurata, ad esempio la suggestione sul sito delle impiccagioni (e su una
casa nera, nascosta nel bosco, di proprietà di John Symonds dalla quale era
possibile assistervi da lontano) è molto verosimile, tratta dal saggio “Where
the Salem Witches Were Hanged” di Sidney Perley.
Anche se questa casa è stata distrutta, molti dei siti
inerenti la vicenda di Salem presentati nel libro di Adriana esistono realmente
e la stessa invita a visitarli per ciò che possono dare a chi desidera
immergere le mani completamente nella loro storia...
“La lezione che ci danno i processi resta importante: riassumendo in
modo molto semplicistico, furono l’incertezza sociale e la paura a creare un
ambiente emotivamente instabile, nel quale le cose sfuggirono di mano agli
abitanti della Salem Puritana. Alcuni cittadini vennero ostracizzati e usati a
mo’ di esempio da alcuni gruppi di persone potenti, che la comunità ammirava e
temeva. E una volta che la collettività cominciava a sostenere un’accusa di
stregoneria, diventava quasi impossibile per l’imputato sfuggire all’esecuzione.
Se un tempo le accuse di stregoneria erano la norma, oggi
abbiamo il fenomeno del bullismo. E, proprio durante i processi, non sempre
sono “i soliti sospetti” a essere presi di mira; può succedere a chiunque, e
per qualsiasi motivo. Tuttavia, questo può accadere solo se la comunità – la scuola
– è d’accordo. L’assenso del gruppo, così come il silenzio di fronte alle
prepotenze, sono fatali nello stesso modo. Solo quando qualcuno si fa avanti è
possibile interrompere questa catena.
Non è la cosa più semplice del mondo, me ne rendo conto,
ma i veri eroi corrono dei rischi. E non c’è niente di più eroico della
gentilezza: verso chi viene preso di mira, verso uno sconosciuto, verso un animale
ferito”.
(Adriana Mather, Antiche Voci da Salem, Note della
autrice, pp. 372-373, Giunti, 2016)
*****
Potrebbe accadere a chiunque e in qualsiasi momento — ricorda la Mather.
Se al tempo era facile puntare il dito al diverso,
soprattutto nel contesto puritano dove la minima “stortura” non poteva essere
tanto facilmente tenuta nascosta; nell’ambiente variegato e politicamente
complicato che viviamo oggi, quella diversità (a ogni occasione presa di mira) potrebbe essere “diversa ogni volta”, vestire connotati cangianti,
difficilmente etichettabili in questo o quello; come invece una volta accadeva.
Laddove potenziali inquisitori vivono tra noi – ed è così,
checché si creda, soprattutto sui Social Media che sono anche peggio delle
scuole o della famiglia – nessuna e nessuno può considerarsi al sicuro.
I roghi, le impiccagioni, le discriminazioni ma soprattutto
le umiliazioni pubbliche non risparmiano nessuno, accadono sotto gli occhi
goduriosi degli “haters” e non importa se chi sta venendo diffamato e
oltraggiato è “innocente” o “colpevole”; la ferocia si scatena.
Perché l'innocenza e la colpevolezza le scegliamo noi, abbiamo la presunzione di esserne capaci e pienamente coscienti.
Si da per assodato che il proprio punto di vista sia quello
giusto e allora “l’altra parte” merita di essere ripagata con la stessa moneta,
con lo stesso male che assorbe tutte e tutti.
In un mondo dove ogni equilibrio è svanito e la libertà di
espressione così il raggio d’azione di chiunque sono indiscriminati, il
rovescio della medaglia è che “Satana” (etimologicamente il nemico) è
qualsiasi cosa o qualunque persona non vada a genio.
E’ bello pensare che la gentilezza cui si appella la Mather
potrà, un giorno, guarire tutte e tutti coloro che ne sono vittime dalla presa
violenta di questo “nuovo tipo di diavolo” che dobbiamo fronteggiare.
Forse, un giorno, potrà.
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Bibliografia
Antiche Voci da Salem, Samantha Mather
Diritti
Testo di Claudia Simone. Tutti i Diritti Riservati.
Crediti fotografia: Pinterest di artista ignoto/a


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