Ma andiamo con ordine: la parola Sabba è fatta derivare dal francese sabbat, e questo dal latino sabbătum ovvero il sabato (2), ma potrebbe in realtà avere una origine etimologica più complessa... La parola fa la sua comparsa attorno al quattordicesimo secolo e si diffonde fino al quindicesimo secolo, e con tutta probabilità è connessa al termine ebraico sciabbàth che significa riposo (3). Ora, l'attribuzione della ricorrenza ebraica ai circoli di presunte streghe, niente meno la trasposizione dei riti di natura perversa che l'antisemitismo che in quel tempo imperversava in Europa attribuiva alle cerimonie ebraiche, potrebbe essere il frutto di una distorsione medievale voluta dalla cultura dominante, piuttosto che la reale prova di un riferimento simbolico o pratico. D'altra parte, che una particolare élite che ultimamente sta facendo tanto discutere di sé sia coinvolta da secoli in una vasta rete di infanticidi rituali e altre indicibili nefandezze, non esclude che la figura della strega non sia nata proprio come capro espiatorio su cui scaricare stereotipi e truculente pratiche affinché l'attenzione fosse allontanata da altri gruppi, tutt'oggi considerati “eletti” da loro stessi...
molto antiche , difficili da sondare e impossibili da semplificare.
Quando si ha progressivamente abbandonato il culto dei defunti presso il focolare, ereditato con tutta probabilità dalla Anatolia e già presente in tempi preistorici nel Sud della penisola Italica, ad esempio a causa dei Romani che hanno reputato poco igienico tenere i defunti inumati sotto le abitazioni, il focolare, ossia anche il luogo di potere di una famiglia o di un determinato clan, è stato spostato nei luoghi dove sono stati spostati i propri morti, ovvero grotte, rocce, sassi...(6, pp.65-74).
A questo punto, mi piace pensare ad alcune delle donne accusate di stregoneria, come a delle vere streghe, ovvero coloro che, dato che sentivano un particolare legame con la sacralità della natura, soprattutto in certi contesti, probabilmente vi si riunivano per celebrare tale antico contatto di reminiscenza antica, che magari condividevano le une con le altre e gli altri, segretamente.
Probabilmente è per questo che luoghi naturali venivano ancora annessi, in un tempo più recente, alla famigerata riunione.
Forse si aveva e ancora si ha, reminiscenza del tempo in cui era sacra la Grande Madre e le antenate che ne tenevano acceso il fuoco erano ancora venerate sia nel focolare che in templi naturali presso grandi rocce che ne rievocavano la presenza e il significato.
Il mito del Sabba delle streghe, quindi, anche se figlio di un fraintendimento, non è altro che la traccia di un culto ben più antico, selvatico/primitivo locale, che una strega potrebbe ancora intendere e sentire dentro di sé o nella condivisione con una congrega presso luoghi che, un tempo, vennero destinati allo stesso scopo.
Fermo restando che, in fin dei conti, il vero luogo dove avviene quell'incontro si trova dentro, ed è visitabile e praticabile ogni volta che lo si ritiene, magari, restituendosi a rotte che si trovano oltre le porte del visibile, verso l'invisibile...
Con il tempo, nei dialetti settentrionali e nei paesi più coinvolti nella caccia alle streghe ha assunto il significato oscuro di “convegno notturno di diavoli”, di spiriti dannati, di streghe, che, secondo leggende popolari di origine nordica, si riunivano di notte per compiere le loro “malefiche” operazioni. Sono comuni le espressioni che la attribuiscono a una atmosfera, un’aria, “un ambiente da tregenda” allucinante, che incute terrore, oppure “una notte da tregenda”, con la connotazione di cupa, tempestosa, tragica. Raro è anche il significato che la identifica in un pandemonio, in una gran confusione, od una esagerata quantità di gente...
Bibliografia e sitografia
(1) Murray, Margaret A. Le streghe nell’Europa occidentale. Edizioni della Terra di Mezzo, 2012, p. 83.
(2) “Sabba”. Vocabolario Treccani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana
(3) Pianigiani, Ottorino. Vocabolario etimologico della lingua italiana. Vol. II, Roma, Società Editrice Dante Alighieri di Albrighi, Segati & C., 1907, p. 1179
(4) “Shabbat”. Wikipedia, l’enciclopedia libera, Wikimedia Foundation.
(5) “Esbat”. Merriam-Webster Dictionary, Merriam-Webster.
(6) Manciocco, Claudia, e Luigi Manciocco. L'incanto e l'arcano: per una antropologia della Befana. Armando Editore, 2006.
(7) “Tregenda”. Vocabolario Treccani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana.
Sitografia interna di approfondimento
Diritti
Testo di Claudia Rosaspina Simone. Tutti i diritti riservati.
Crediti fotografia: Pinterest di artista ignoto/a

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