Testi più recenti

Sabba, Esba e Tregende. Le Assemblee delle Streghe


Dalle analisi dei processi per stregoneria in Europa tra il XIV E XV sec., emerge il Sabba, niente meno la grande assemblea dei praticanti del presunto culto delle streghe, mentre la seconda, chiamata Esbat, ‒ che nel tempo è andata a designare i riti neopagani dedicati principalmente alle fasi lunari non è attestata nelle fonti medievali, infatti è stata la visionaria egittologa Margaret Murray a introdurre il termine nell'insieme di quei caratteri della famigerata Religione delle Streghe” da lei diffusa, ma che, bisogna ricordare, affonda radici su un suolo più moderno che antico, ripreso da correnti neopagane o religiose come la Wicca, ma di fatto mai attestata (perlomeno non in questi termini) nei documenti storici. Secondo la Murray, il termine sarebbe stato coniato da Estebène de Cambrue(1567) per designare gli incontri locali, nondimeno riservati al piccolo gruppo che eseguiva i riti e le pratiche del culto (1). 
Ma andiamo con ordine: la parola Sabba è fatta derivare dal francese sabbat, e questo dal latino sabbătum ovvero il sabato (2), ma potrebbe in realtà avere una origine etimologica più complessa... La parola fa la sua comparsa attorno al quattordicesimo secolo e si diffonde fino al quindicesimo secolo, e con tutta probabilità è connessa al termine ebraico sciabbàth che significa riposo (3). Ora, l'attribuzione della ricorrenza ebraica ai circoli di presunte streghe, niente meno la trasposizione dei riti di natura perversa che l'antisemitismo che in quel tempo imperversava in Europa attribuiva alle cerimonie ebraiche, potrebbe essere il frutto di una distorsione medievale voluta dalla cultura dominante, piuttosto che la reale prova di un riferimento simbolico o pratico. D'altra parte, che una particolare élite che ultimamente sta facendo tanto discutere di sé sia coinvolta da secoli in una vasta rete di infanticidi rituali e altre indicibili nefandezze, non esclude che la figura della strega non sia nata proprio come capro espiatorio su cui scaricare stereotipi e truculente pratiche affinché l'attenzione fosse allontanata da altri gruppi, tutt'oggi considerati “eletti” da loro stessi... 
Frattanto, una notizia propone una parola accadica affine, šapattu o šabattu, in riferimento alla luna piena (4) e quindi a celebrazioni che potrebbero avere radici 
molto antiche , difficili da sondare e impossibili da semplificare.
Il termine Esbat, invece, deriva dal francese antico esbat, con il significato di “divertimento, svago o colpo”, dal verbo esbatre, ossia “divertire, svagarsi, colpire”, a sua volta dal latino volgare ricostruito exbattuere, formato da ex-, “fuori” e battuere, “battere”.Può essere altresì, secondo un altro testimonio, che derivi dal verbo s'esbattre ” (5)che effettivamente ben descrive quello stato di estasi e gioia che le antiche sorelle devono aver provato durante i loro convegni, prima che venissero degenerati dall'opinione della gente credula ma anche a causa dei trattati di demonologia che tra tra il Quattrocento e e la metà del secolo diffusero la notizia che la stregoneria non fosse più un fatto allucinatorio, bensì che possedesse radici concrete.
Verità o immagine che fosse, luoghi considerati meta di queste feste selvagge erano  grotte, limitare di corsi d'acqua, particolari luoghi di passaggio naturali... Fin dal neolitico  ‒ di ciò si ha evidenza archeologica dagli scavi emersi in Anatolia od attuale Turchia, nonché dalla Mesopotamia e da altri luoghi della penisola italica come Molfetta e Matera, dove i defunti venivano inumati sotto alle abitazioni (6, p. 69)  il luogo adibito al contatto con il regno dell'oltretomba (il Sabba, è del resto un modo per vivificare quell'antico contatto) da cui gli spiriti degli antenati riemergevano nelle feste del Capodanno, niente poco di meno che il momento di passaggio tra l'inverno e la primavera, era la stufa, il focolare, il luogo dove il fuoco bruciava e dalle cui ceneri apparivano figure come quella che, con il tempo, si è delineata nella nostra Befana fuligginosa che si cala dal camino.
Ciò aiuta a capire come mai grotte, rocce e in generale le montagne (nel caso delle streghe di Antigorio erano i ghiacciai, per le streghe di Rifreddo erano le gravere del Po, ecc...) sono stati da sempre luoghi privilegiati per determinate pratiche e lo svolgimento di riti sia di fertilità che funerari. 
Quando si ha progressivamente abbandonato il culto dei defunti presso il focolare, ereditato con tutta probabilità dalla Anatolia e già presente in tempi preistorici nel Sud della penisola Italica, ad esempio a causa dei Romani che hanno reputato poco igienico tenere i defunti inumati sotto le abitazioniil focolare, ossia anche il luogo di potere di una famiglia o di un determinato clan, è stato spostato nei luoghi dove sono stati spostati i propri morti, ovvero grotte, rocce, sassi...(6, pp.65-74).
A questo punto, mi piace pensare ad alcune delle donne accusate di stregoneria, come a delle vere streghe,  ovvero coloro che, dato che sentivano un particolare legame con la sacralità della natura, soprattutto in certi contesti, probabilmente vi si riunivano per celebrare tale antico contatto di reminiscenza antica, che magari condividevano le une con le altre e gli altri, segretamente.
Probabilmente è per questo che luoghi naturali venivano ancora annessi, in un tempo più recente, alla famigerata riunione.
Forse si aveva e ancora si ha, reminiscenza del tempo in cui era sacra la Grande Madre e le antenate che ne tenevano acceso il fuoco erano ancora venerate sia nel focolare che in templi naturali presso grandi rocce che ne rievocavano la presenza e il significato.
Il mito del Sabba delle streghe, quindi, anche se figlio di un fraintendimento, non è altro che la traccia di un culto ben più antico, selvatico/primitivo locale, che una strega potrebbe ancora intendere e sentire dentro di sé o nella condivisione con una congrega presso luoghi che, un tempo, vennero destinati allo stesso scopo.
Fermo restando che, in fin dei conti, il vero luogo dove avviene quell'incontro si trova dentro, ed è visitabile e praticabile ogni volta che lo si ritiene, magari, restituendosi a rotte che si trovano oltre le porte del visibile, verso l'invisibile...
Un'altra espressione per intendere il famigerato incontro è “tregènda”, noto nei libri di leggende e storie di streghe ossolane. Deriva dal latino “transienda” ovvero passaggio, via di transito, transire, passare attraverso (7), che è effettivamente ciò che fa una strega, nondimeno colei che cammina fra più mondi e realtà separate da veli sottili che solo lei conosce.
Con il tempo, nei dialetti settentrionali e nei paesi più coinvolti nella caccia alle streghe ha assunto il significato oscuro di “convegno notturno di diavoli”, di spiriti dannati, di streghe, che, secondo leggende popolari di origine nordica, si riunivano di notte per compiere le loro “malefiche” operazioni. Sono comuni le espressioni che la attribuiscono a una atmosfera, un’aria, “un ambiente da tregenda” allucinante, che incute terrore, oppure “una notte da tregenda”, con la connotazione di cupa, tempestosa, tragica. Raro è anche il significato che la identifica in un pandemonio, in una gran confusione, od una esagerata quantità di gente...

Giorni e Orari delle Riunioni

Secondo le ricerche del qui presente portale, le riunioni delle streghe erano presumibilmente sia diurne che notturne e  il giovedì notte era appuntamento abitudinario di quel gioco e del coito con il demonio (così è stato dato testimonio, perlomeno, nella Valle Antigorio e in generale nell'Ossola). Anche il Sabato, a ogni modo, è un giorno gettonato. Ciò senz'altro in virtù del legame etimologico di cui si ha detto sopra. 
Anche il bagno settimanale di Melusina, famigerata sirena francese medievale (della quale trovate notizie nella sezione La Via delle Sirene) potrebbe essere una eredità delle streghe e dei loro incontri segreti, simili a quei momenti che oggi potremmo definire dedicati solo a noi, e che è sacrosanto che una donna ritagli per se stessa, alla scoperta della propria natura nascosta, sia fisica che interiore.

***

Bibliografia e sitografia

(1) Murray, Margaret A. Le streghe nell’Europa occidentale. Edizioni della Terra di Mezzo, 2012, p. 83.
(2) “Sabba”. Vocabolario Treccani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana
(3) Pianigiani, Ottorino. Vocabolario etimologico della lingua italiana. Vol. II, Roma, Società Editrice Dante Alighieri di Albrighi, Segati & C., 1907, p. 1179
(4) “Shabbat”. Wikipedia, l’enciclopedia libera, Wikimedia Foundation.
(5) “Esbat”. Merriam-Webster Dictionary, Merriam-Webster.
(6) Manciocco, Claudia, e Luigi Manciocco. L'incanto e l'arcano: per una antropologia della Befana. Armando Editore, 2006.
(7) “Tregenda”. Vocabolario Treccani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

Sitografia interna di approfondimento

Streghe, Dee, Befane, Donne e Valchirie: alle origini della Stregoneria e la Vecchia Religione nell'Europa Antica e Occidentale.

Diritti

Testo di Claudia Rosaspina Simone. Tutti i diritti riservati.
Crediti fotografia: Pinterest di artista ignoto/a

Commenti

L'Oracolo della Sibilla

Diario dei visitatori

Numero Visite

Preferiti da voi

Vie di Ricerca

Streghe, Dee, Befane, Donne e Valchirie: alle origini della Stregoneria e la Vecchia Religione nell'Europa Antica e Occidentale

Luglio. Luna del Meriggio

Diritti

Strega in Rosa – Ricerche d’Autrice dal 2018. Sito web di proprietà di Claudia Rose Simone. © 2018 – oggi. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti presenti su questo sito senza il previo consenso scritto dell’autrice.

Crediti

Header: ph. 1 www.cocinavital.mx - ph. 2 bathhousesoap.com - ph.3 Unknown - ph.4 Unknown - ph.5 Pinterest @sabonchicago - ph. 6 Unknown - ph. 7 Unknown Sidebar: all unknowns