“Certe femmine perverse, rese schiave di Satana e sedotte da immagini e fantasmi di demoni, credono e attestano di cavalcare nelle ore notturne con Diana, la Dea dei pagani o con Erodiade (cfr. Nota II), e una innumerevole moltitudine di donne su certe bestie (...) e fanno qualsiasi cosa quelle fate o signore comandano”.
Concilio di Ancira, canone del IX secolo; cfr. Le Streghe nell'Europa Occidentale, Margaret A.Murray, Casa Editrice della Terra di Mezzo
Dalle testimonianze tratte dagli interrogatori durante la prima ondata di persecuzione a carico delle streghe della Valle Antigorio, Ossola e Formazza del 1519, riportate nel Libro Luci su Croveo da Don Tullio Bertamini, emerse che il volo delle streghe si alzava al massimo ad un metro da terra e non di più. Molte sono le credenze, attestate da James G. Frazer tra i contadini primitivi dell'Europa sia occidentale che dell'Est, nondimeno in alcune aree balcaniche, dove a gennaio c'era l'usanza di scacciare le figure volanti (oltre le quali c'è senz'altro la figura della Grande Antenata neolitica, la Befana ) che avrebbero potuto danneggiare i raccolti.
Venivano curiosamente scacciate con le scope, quando sono proprio bastoni e altri ricavati dallo spirito della antenata arborea, come visto, ad essere stati ab origine i simboli di queste madri e tutrici del focolare e del raccolto, figure preesistenti che prima della assimilazione e conseguente storpiature dei miti e delle figure folkloriche ad opera di popoli indoeuropei arrivati dopo, erano considerate benevole e di buon auspicio.
D'altra parte, il tema del volo magico, fa notare Mircea Eliade in Lo Sciamanismo, op. cit. p. 511, ampiamente diffuso nei miti, fa parte della ideologia della magia universale ed è caratteristica peculiare degli esseri d'oltretomba, oppure di iniziati che compiono un viaggio estatico.
Dalla Siberia fino all'antico Egitto sono state molte le rappresentazioni dell'albero-madre; che nel caso degli Egizi è considerato una vera e propria dimora della progenitrice.
Nelle fiabe si sono infatti conservati i motivi del bastone, della scopa o della bacchetta magica.
Del resto, l'opinione che le streghe si potessero librare in volo ha radici nell'antico ed era diffusa in tutta Europa fin dalla preistoria.
Anche la scopa (ricavata dall'albero-madre ove dimorava la progenitrice mitica della stirpe, sia nella tradizione siberiana con parallelo in quella dell'antico Egitto) è alla base della credenza che il defunto o antenata celata nell'albero come potenza madre-arborea, potesse conferire a rametti, bastoni e conseguentemente alla bacchetta fatata di causare il movimento magico (ibidem).
Le streghe cavalcavano, nelle leggende, bastoni o animali magici ‒ quando non direttamente i diavoli, secondo la degenerazione cristiana della narrazione ‒ invero queste si ungevano con delle pomate magiche, di cui sono girate anche alcune ricette sconcertanti, fatte di carne di bambini non battezzati e altre diavolerie sostenute tra gli altri da Reginald Scott, autore di The Discoverie of Witchcraft(1584).
A ogni modo, è probabile che il volo famigerato, sia da intendersi come volo interiore (o spirituale), altresì come volo sciamanico che le antenate e gli antenati di potere svolgevano viaggiando sull'albero madre (Axis Mundi) in quel particolare cammino di scoperta interiore che conduce a conoscere i vari piani dell'esistenza che, se sono sempre stati immaginati come connessione tra la terra e il cielo, sono in realtà piani che, a livello microcosmico, esistono dentro.

Commenti
Posta un commento