Durante il periodo della Caccia alle Streghe (collocata principalmente tra il 1300 e il 1700, con un picco tra il 1560 e il 1630) la presenza di un segno (in passato ritenuto diabolico) su un individuo era considerata la prova irrefutabile dell'appartenenza a una qualche pratica stregonesca.
Tali segni potevano essere naturali o artificiali, parti del corpo insensibili al dolore e immuni al sanguinamento.
La presenza di una incisione, o foro, impronta che demarcasse una particolare zona del corpo poteva essere considerata come marchio di appartenenza alla religione delle streghe, così come la degenerazione di certe malattie o altri connotati particolari, ad esempio una bruttezza marcata e altrettanto una bellezza divina e invidiabile.
Era quindi per le streghe (e forse ancora è) necessario preservare ciò che rendeva e rende uniche e unici agli occhi delle altre e degli altri.
Spesso vedere “il mostro” (dal latino monstrum, da monere, che significa portento o prodigio e dunque delinea l'eccezionale) oltre ciò che sembrava strano o inconsueto era la via più semplice per sbarazzarsi (additandolo) di ciò che, essendo diverso o diversa, diventava causa della turba della gente ignorante e mediocre.
Queste donne o uomini, che potevano elevarsi e creare sospetto anche per il loro carattere o particolari predisposizioni, spesso vivevano libere e liberi, abitate e abitati dal respiro dell’anima antica – che attraverso le loro scelte e comportamenti quotidiani si palesava, facendole apparire “diverse”, talvolta orribili per via dell’ignoranza, talvolta eccezionali per via dell’invidia – diventavano del resto capro espiatorio di ogni sciagura o evento miracoloso e inspiegabile.
Alla stregua di diavoli le streghe dovevano essere scacciate e punite: forse perché al mediocre non piace, che gli si ricordi che lo è e ciò lo vediamo nel quotidiano, ogni volta che per essere ciò che siamo, e quindi veicoli di luci, ombre e volontà profonde e spesso impopolari, subiamo la gogna di quella
Sitografia
Testo di Claudia Simone tratto da Streghe, Dee, Befane, Donne e Valchirie: alle origini della Stregoneria e la Vecchia Religione nell'Europa Antica e Occidentale vietata la riproduzione anche parziale senza il consenso scritto dell'autrice e senza citare la fonte.
Diritti
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Crediti illustrazione: Pinterest di artista ignoto/a

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