— Noi siamo le protettrici della vita animale — dicevano.
— Diffondiamo, sul morbido tappeto della selva, la dolcezza dell'ombra; offriamo al
ruscello, che scorre sotto la nostra vigilanza, la freschezza che lo rende provvido alle piccole contadine assetate, ai viandanti oppressi dal fuoco della canicola, a chi cerca, nei mesi d'afa, un rifugio confortevole. Siamo le grandi amiche dell'erba, dei fiori che ripariamo dalla
grandine e dal vento, siamo le custodi provvide della frutta. Il nostro verde è un riposo per gli occhi. La nostra grazia è la nota più suggestiva del paesaggio.
—O foglie vanitose — si levò una voce flebile — non attribuitevi il merito della bellezza campestre. È vero: avete molte virtù e la leggiadria che il cielo vi ha concesso è visibile a tutti. Siamo noi, però, le radici umili e alacri, siamo noi che, operando nell' oscurità della terra, procuriamo il sostentamento all'albero e alle fronde. Godete pure il privilegio della luce, del sole, beatevi dell'armonioso cinguettio di mille uccelletti, ma non dimenticatevi, o fortunatissime, di chi si affatica nel buio per rendervi possibile la gioia di un' esistenza privilegiata.
Saremmo irragionevoli e sciocchi, se ci vantassimo di una situazione procurataci da altri, con sofferenza e fatica..
ruscello, che scorre sotto la nostra vigilanza, la freschezza che lo rende provvido alle piccole contadine assetate, ai viandanti oppressi dal fuoco della canicola, a chi cerca, nei mesi d'afa, un rifugio confortevole. Siamo le grandi amiche dell'erba, dei fiori che ripariamo dalla
grandine e dal vento, siamo le custodi provvide della frutta. Il nostro verde è un riposo per gli occhi. La nostra grazia è la nota più suggestiva del paesaggio.
—O foglie vanitose — si levò una voce flebile — non attribuitevi il merito della bellezza campestre. È vero: avete molte virtù e la leggiadria che il cielo vi ha concesso è visibile a tutti. Siamo noi, però, le radici umili e alacri, siamo noi che, operando nell' oscurità della terra, procuriamo il sostentamento all'albero e alle fronde. Godete pure il privilegio della luce, del sole, beatevi dell'armonioso cinguettio di mille uccelletti, ma non dimenticatevi, o fortunatissime, di chi si affatica nel buio per rendervi possibile la gioia di un' esistenza privilegiata.
Saremmo irragionevoli e sciocchi, se ci vantassimo di una situazione procurataci da altri, con sofferenza e fatica..
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Nelle radici, è insito il potere delle antenate e degli antenati. Questo è ciò che rappresentano per me. Ciò che non ha radici, altresì è destinato a cadere, morire, esattamente come le fragili foglie cadenti in autunno che, a poco a poco, si deteriorano e nutrono la terra.
Bibliografia
Favola russa di Ivan Andreevič Krylov, tratta da Enciclopedia della Fiaba a cura di Fernando Palazzi, Casa Editrice Giuseppe Principato (Milano-Messina 1953), Fiabe e leggende dell'Europa Orientale, p.6
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