Testi più recenti

Le Streghe di Colfosco

Streghe se ne trovano abbastanza nelle valli dei ladini, principalmente dalle parti di Colfosco ce ne sono ancora molte, di giovani e di vecchie, come se le desiderano, però quasi tutte sono brutte. Sono i preti principalmente quelli che pretendono di conoscerle, però ognuno, purché non sia un goffo, deve, quando vede le loro azioni, conoscerle bentosto come tali.
Il più da temersi sono per la grandine, che esse ci mandano a loro piacere. Spesso si vede, come mescolano con una bacchetta nelle acque, nelle vasche, mentre borbottano come se dicessero paternostri ma sono tutt’altro che paternostri, con quelle orazioni chiamano il diavolo in aiuto.
Delle volte se le vedono salire le montagne con tale prestezza, che sembrano lepri; non di rado le domeniche o le altre feste se ne vanno sul monte Puez, dove ci sono i laghetti di Ciampéi e Crespéna; partono col bel tempo, ritornano colla gragnuola, sono poi tanto furbe, che i loro campi restano per lo più illesi, mentre quelli degli altri vengono del tutto rovinati. Nel burro, che vendono, trovasi quasi sempre un gomitolo di capelli, che porta grande sfortuna a chi lo compra.
Di notte tempo perlopiù a La Valle, ove ballano, cantano, mangiano e bevono; se si passa da quelle parti, vedesivi perlopiù la capanna rischiarata sino all' Avemaria, al primo tocco poi si sente come uno sparo, dopo di che si vede salire un fumo denso, finché un minuto dopo tutto rimane quieto e nell'oscurità.
Durante il giorno amano dormire, principalmente in chiesa durante la predica, cosicché le donne, che durante gli uffizi divini chinano sempre la testa sono assai sospette, perciò da donne simili conviene guardarsene. S'avviano al ballo, quando tutti dormono; allora vanno in cucina, montano sul focolare, mettonsi una scopa tra le gambe e cantano: “Sciára dalla mura, Quégora de chura. Cacca de menin, fum sù per chamin”.
Poi saltano su pel camino e via come I'orco. Spesso mungono anche le altrui vacche però senza entrar nella stalla; se ne rimangono tutto chiete a casa in un cantuccio. (...) Poco tempo dopo hanno il vaso pieno di latte fresco.
Un altro luogo, ove le streghe amano radunarsi è Col Scoton, è questo un colle rotondo, non molto grande, che si alza in mezzo ad un piano, anche là vedonsi la notte ballare le streghe ed il ballo vi farebbe ottimo effetto, purché la gente che vi balla, fosse onesta.
Ognuno che vi passa di notte tempo, vien preso da certo tremore. Spesso si ode intorno a quel colle il grido dell'orco, alcuni pretendono aver veduto un gatto nero correre intorno alla collina, cosicché non è da meravigliarsi, se la gente teme di dover passarvi in tempo di notte.

*****

Un uomo andato alla caccia nel correre dietro alle bestie si lasciò sorprendere dalla notte e voleva probabilmente aspettare la venuta degli urogalli. Si sdraiò ai piedi di una rupe e si addormentò; una bellissima musica lo risvegliò e non molto lungi da lui vide un palazzo tutto illuminato; gli si avvicinò per vedere che cosa ci fosse, sapendo benissimo, che lì intorno non cera fabbrica di sorta; si fece più vicino e vide una quantità di signori, uomini, donne che ballavano, ed in un cantuccio c'erano gatti che
suonavano, anzi riconobbe essere fra gli altri anche il suo. Questa compagnia, quando fu sazia di ballare si mise a tavola a mangiare e fece come una specie di pranzo di nozze. Una di queste signore, che erano a tavola s'accorse del cacciatore e gli fece segno che entrasse; egli entrò e fu dato da mangiare anche a lui, ma era tutto da salare. Il cacciatore domandò loro del sale, con cui si condisse il cibo dicendo:
“Sopra Dio non c'è signore, senza sal non c' è sapore”. Detto ciò, tutto svanì ed egli si ritrovò seduto su d'un sasso.

Tratte da Le Dolomiti nella Leggenda, Ulrike Kindl, Le Leggende di Streghe e Stregoni, Frasnelli-Keitsch Coop. a.r.l. (1993), pp. 137-138


Note

Dalle due leggende “sorelle”, emergono elementi quali il volo sulla scopa, il ruolo del camino (o della stufa)l’incantesimo della grandine, il banchettare con gli animali (soprattutto i gatti, che hanno la capacità di parlare) riscontrati anche nelle leggende – e nelle testimonianze pervenute dagli interrogatori – delle streghe della Valle Antigorio, così come la nube fumosa al momento dei ritrovi – forse a proteggere l’incontro segretissimo – e l’aspetto ludico incarnato dalle danze, topos di molte leggende diffuse nelle Valli alpine, alcune consultabili nella presente sezione Sentiero di Strega.
Eppure esistono notti liminari nelle quali gli animali potrebbero parlare veramente, ad esempio durante le Dodici Notti di Natale e la nebbia potrebbe lasciar aprire un varco nei giorni degli spiriti e dei morti, presumibilmente lasciando condurre qualcuno a sentieri e raduni emananti una speciale musica, che potrebbero esistere tutt’ora e sui quali una delle fanciulle dedicate che vi partecipi potrebbe persino sogghignare, magari per nascondere la sua appartenenza a uno di questi insieme ad altre, come le donne della leggenda che, spesso, potevano essere viste, chine,  partecipare alle riunioni cristiane, forse come diversivo...O forse no. Nulla è certo, eppure molto di vero c’è ed è bene che resti un mistero. 
Il motivo ricorrente delle ammalianti musiche e le danze tipiche dei raduni delle streghe, potrebbe celare, del resto, il loro antico legame con le fate e con le loro nebbie temporali, dalle quali secondo la tesi sostenuta nella ricerca del presente sito, intitolata Fatae, Excursus, con tutta probabilità “discendono”...

*****

Colfosco è una frazione del comune italiano di Corvara in Badia, borgo abitato più elevato dell'Alta Badia nonché centro turistico nel cuore delle Dolomiti.

Bibliografia

Dolomiti nella Leggenda, Ulrike Kindl, Le Leggende di Streghe e Stregoni, Frasnelli-Keitsch Coop. a.r.l. (1993), pp. 137-138

Crediti fotografia: Pinterest di artista ignoto/a

Commenti

L'Oracolo della Sibilla

Diario dei visitatori

Numero Visite

Preferiti da voi

Vie di Ricerca

Streghe, Dee, Befane, Donne e Valchirie: alle origini della Stregoneria e la Vecchia Religione nell'Europa Antica e Occidentale

Luglio. Luna del Meriggio

Diritti

Strega in Rosa – Ricerche d’Autrice dal 2018. Sito web di proprietà di Claudia Rose Simone. © 2018 – oggi. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti presenti su questo sito senza il previo consenso scritto dell’autrice.

Crediti

Header: ph. 1 www.cocinavital.mx - ph. 2 bathhousesoap.com - ph.3 Unknown - ph.4 Unknown - ph.5 Pinterest @sabonchicago - ph. 6 Unknown - ph. 7 Unknown Sidebar: all unknowns