Vorrei sfatare un mito: dietro quell'aura, che senz'altro brilla ed esiste come verità tangibile e quotidiana, in me e accanto a me, non c'è nessun particolare benestare, men che meno una vita perfetta e agiata. Ci sono invece sforzo, sacrificio, negazione di divertimenti, chiacchiere, passatempi artificiali e perdite di tempo d'ogni genere. Il fatto che sembri che tutto mi riesca facile, ottenibile con uno schiocco di dita, cela in realtà giornate, mesi, anni dove talvolta mi sono persino negata la luce del sole e l'aria fresca sulla pelle per lunghi periodi.
Questo accade quando si costruisce qualcosa.
Quando dentro la fiamma brucia ed è più attraente di qualunque luccichio temporaneo fuori, che poi sbiadisce e lascia con un pugno di candele spente e consumate tra le mani.
Non è facile, non lo è mai stato.
Essere me – ed esserlo nel modo che mi viene naturale – spesso è stato ed è un fardello che di tanto in tanto diventa quasi insostenibile. Richiede tante piccole pause, respiri profondi, indagini dentro che molte e molti preferiscono evitare, affogando la loro stessa voce nel mare di inconsistenza che ogni giorno distrae, è alla portata ed è più semplice.
A volte vivo l'essere quella che sono come una malattia, una forza innata e imperturbabile eppure logorante, che non ammette errori: chi sembra perfetta, al minimo intoppo, merita lo sgambetto e i rimproveri, del resto...
In ogni modo, tornando al principio, credo di avere la risposta, ovvero di conoscere la genesi di questo particolare modo di essere ed è nella danza. La danza classica – per lode della famiglia che mi ha consentito di portarla avanti finché l'ho voluto e sentito dentro –ha formato quel carattere che adesso mi permette di non crollare, anche quando ne avrei bisogno.
Sono il tipo che spazza il balcone ogni mattina, anche se fa freddo, prima ancora del caffè. I capelli mi piacciono tirati, devo sentire il volto respirare e i pensieri in ordine e faccio sempre prima ciò che devo fare e solo dopo quello che vorrei o avrei voglia di fare.
Diametralmente opposta alle molte streghe oggi di moda, scompigliate, oscure, selvagge, io sono un'altra cosa. La mia leggenda abita le regole, quelle che io stessa mi sono data, s'intende. E ci provo, provo a portare a termine ogni cosa facendola bene, cercando di renderla perfetta. Sono fatta così e non potrei modificarmi nemmeno se lo volessi, e non lo voglio.
Non permettete mai, a nessuna e nessuno, di imporvi la propria narrazione della strega: di come dovrebbe essere e di conseguenza di come voi, dovreste essere, per essere come loro.
Lasciate che il vostro modo di esserlo emerga e cambiate se e solo se sarete voi a desiderarlo.
Diritti
Testo di Claudia Simone. Tutti i diritti riservati.
Crediti fotografia: Pinterest di artista ignoto/a

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