Si sente spesso parlare di streghe Wiccan (la Wicca, è
una religione relativamente recente) oppure streghe legate a un particolare
corpus mitologico o ancora streghe che appartengono a un sentiero ritenuto
tradizionale e connesso (anche se non necessariamente) alla dedicazione
a una particolare figura a cavallo fra deità e personaggio folklorico. Ancora
ci sono streghe – in alcuni casi, presunte – che si legano a ordini esoterici “complessi”
e di velata (ma non invisibile a un occhio attento) matrice
giudaico-cristiana.
Ognuna di loro è o potrebbe presumibilmente essere una “vera”
strega, a patto che non si confonda un particolare sentiero con l’essenza
stessa della strega e delle sue peculiari facoltà, che sono innate, libere e
presenti aprioristicamente. Essere – o non essere, nella maggior parte dei
casi – una “vera” strega, sovente viene misurato (spesso dalle altre o
dagli altri) in base al sistema di credenze religiose cui la donna
o uomo in questione si dedica: nulla di più sbagliato!
Anzitutto non c’è nessuna e nessuno, capace di intendere appieno
l’interiorità di qualcun altro o qualcun’altra: molte di noi, nella assoluta
discrezione, potrebbero essere più o meno dedicate e/o praticanti di molte e
molti che vantano la luccicante appartenenza a qualsivoglia ordine o
congregazione – spesso ridotti a sistemi narcisistici e piramidali che possono
anche essere peggiori delle religioni più comuni e molto screditate nell’ambiente
neopagano.
In secondo luogo, non è neppure la pratica –
quantitativamente parlando – a fare della strega, una strega.
La Strega è ciò che dentro si sente di essere, non già ciò che si dovrebbe
fare in relazione alle aspettative più comuni – che spesso rispecchiano più coloro
che incarnano una banale imitazione della strega, nascondendosi dietro ad un
aspetto fisico eccentrico e visibilmente artificioso.
Lessi in un libro (ormai non è più fra le mie mani da
tanti anni), intitolato “Il Libro della Strega Moderna” di Ulrike Asher,
che una strega potrebbe nascondersi in una cassiera del supermercato e in
qualunque altra “normalissima” donna della porta accanto – molto più che in
coloro le quali millantano posizioni di particolare successo “nell’ambito”,
spesso costruite su ego narcisistici e sul culto della personalità.
D’altra parte, non solo una strega, ma una qualunque donna o uomo sani di mente, sanno che in un ambiente dove regnano il
fanatismo, la “fissità” e vi sia una leader o un leader particolarmente
osannata/o, non si può che ritrovarsi nei guai non appena si dissentirà dall’esserne
una ombra priva di discernimento e volontà propri.
Quale che sia la vostra fede, il vostro proprio sentire, ciò a cui sentite di appartenere, ricordate che appartenete anzitutto a voi stessi e voi stessi e siete libere, lo siete sempre state, di vivere il vostro sentiero nel modo che meglio credete. Diffidate di chiunque provi a farvi credere che non siete abbastanza, a meno di non volervi omologare a qualcuno o qualcosa che, spesso e volentieri, ama farvi sentire inferiori in virtù del fatto che sono loro a sentirsi tali alla vostra presenza, magari essendolo anche..
Diffidate altresì di espressioni croniche come “Noi abbiamo qualcosa che tu non hai”, oppure “Noi lo siamo
da più tempo” o ancora “Senza un cammino molto radicato in segreti che solo noi
conosciamo, non puoi accedere al tuo potere”.
Fatevi un favore, diffidate!
Restate integre, al costo di sembrare impopolari e
sole.
E se avrete la sensazione di non trovare mai la vostra strada, il vostro gruppo, la vostra pace, forse è perché, senza rendervene conto, l'avete già trovata e siete voi stesse.

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