La Luna quasi piena, questa notte, sfila raggiante. “Raggiante”
etimologicamente deriva da “raggiare” (latino radiare, da “radius”, raggio)
ossia emettere, diffondere (raggi), tipico dei corpi celesti come il sole, le stelle...
Talvolta il raggiare, però, “si vela”; le nubi
momentaneamente possono celarlo, illudendo chi osserva dal basso che l’astro
sia scomparso: siccome non vedono la luna o il sole, dicono che non ci sono.
— Oggi non c’è il sole!.
Quante volte lo abbiamo
sentito? Eppure, la bella stella c’era, nonostante fosse velata, la vista
confusa, lei brillava, per sé stessa e per coloro che credevano e credono nella
sua luce.
Che bello vederli, i bei raggi, seppure celati oltre le
nubi, illuminare il sentiero che la notte ghiaccia e all’alba appare, in veste
di dono.
(…) La risaia brilla, alla luce della luna semivelata, di un
bianco cristallino, ed è luce. Luce per chi ama e, come la verità, non
necessita di nulla che già non le appartenga.
Essere raggianti, vivere una vita raggiante, comporta dei
rischi, ma ciò che regala è irrinunciabile.
Benché le parole del brano si riferiscano ai raggi lunari, si ricorda che la Luna è l'unico satellite naturale sulla terra, non è una stella, per cui la sua è una luce riflessa dovuta al sole. Gli aloni lunari come quelli e solari sono fra l'altro fenomeni ottici dovuti alla rifrazione della luce solare da parte di microscopici cristalli di ghiaccio nell’atmosfera. (www.geopop.it)


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