La Pietra del Rogo della Cagna Corsa
Genova, Piazza Bianchi
La vicenda, avvenuta quando la Santa Inquisizione era sotto al dominio di Re Luigi XIV di Francia, risale al XVII sec., quando la donna – una mendicante ritenuta maga e incantatrice che abitava nella vicina Rapallo che, a quanto detto, lanciava maledizioni su coloro che non le concedevano qualche spicciolo – venne arsa viva proprio al centro della piazza… Nonostante il soprannome offensivo, la “strega” aveva un nome e si chiamava Catterina, anche detta “Manola”. Siccome si incominciò a convincersi che i bambini cui ella si avvicinava rimanevano “guastati”, senza nemmeno ricorrere a un legale processo ma ad una serie di pratiche sommarie e del tutto discutibili basate sulla pubblica fama e le testimonianze della gente credula (a seguito di una lettera di denuncia inviata al Senato dal capitano di Rapallo Emmanuele dei Signori di Passano) la donna venne, prima ancora di essere ritenuta colpevole e quindi adeguatamente processata, trattenuta con la forza, legata e fatta prigioniera dal bargello Giannettino Crocco e dal suo famiglio Angelo Oliva presso il Castello di Rapallo, che allora come oggi sorgeva sul mare, e dopo una analisi delle deposizioni degli abitanti di San Pietro di Novella – frazione di Rapallo dove la sfortunata viveva – il 6 luglio del 1630 venne presumibilmente giustiziata e arsa viva al centro della Piazza Bianchi, crocicchio di note vie genovesi traboccanti di storia e leggende da brivido. Prima di decedere, però, aveva dato un avvertimento: la pietra sulla quale il fatto si sarebbe consumato, avrebbe ricordato la sua anima per sempre, si sarebbe annerita e avrebbe quindi trattenuto il fuoco di quel fatto doloroso in eterno. Ancora oggi, la pietra è scura e risulterebbe “calda”. “Si sono viste le informazioni da voi prese contro la Cattarina detta la Cagna Corsa inviateci con la vostra del dodici. Vi diciamo che restando il suo delitto soggetto allo statuto criminale Cap. 10 sotto la Rubrica De Veneficiis, tirate innanzi questa causa terminandola con giustizia” (1). Queste, le uniche parole scritte riconducibili a fatti certi rispetto alla sentenza, il cui esito e conseguente rogo non sono stati riportati nero su bianco. Nonostante l'accaduto sia considerato materia di leggenda dagli studiosi locali, insieme alle storie circa gli orologi della piazza che si fermerebbero tutti, improvvisamente, alle dodici, ora della morte della donna, non è difficile immaginarlo come realmente accaduto, data l'abbondante somiglianza con altri fatti contemporanei che avvenivano nelle regioni del Nord Italia e in Europa.
Non è dato sapere se il rogo della Cattarina fosse realmente avvenuto, né se si fosse consumato lì. Fra l'altro, sembra che la pavimentazione della Piazza Bianchi sia stata rattoppata molte volte, dal Seicento ad oggi, anche se alcune/i sostengono che quella mattonella non abbia subito modifiche...
Che l'incanto lanciato dalla Strega sulla Pietra fosse iperbolico e francamente difficile da dimostrare, non lo metto in dubbio. Eppure, in fondo al cuore, quando ho visitato il luogo, una vocina mi sussurrava di appoggiare la mano sinistra sulla mattonella annerita, per ascoltarla. Come potevo sentire qualcosa, con tutta quella pioggia e le fughe completamente allagate? — Prova a fare caso se la temperatura è differente rispetto alle altre mattonelle — ha suggerito Michele. In effetti, abbiamo entrambi sentito la differenza. Forse ci siamo autosuggestionati, ma le pietre attorno erano ghiacciate, mentre quella della Cagna Corsa era tiepida…
La Fantasma della Cagna Corsa
San Pietro di Novella, Rapallo(GE)
La leggenda narra che la fantasma della Strega, giustiziata a Genova, in Piazza Bianchi, nel 1630, si aggiri tutt'ora a San Pietro di Novella – frazione a pochi chilometri da Rapallo dove la donna abitava – apparendo nei panni della mendicante che fu. Si dice che, quando la notte è fonda, la Cagna Corsa bussi alle porte delle case chiedendo fichi e castagne e qualcuno afferma persino di averle donato delle monete e che la donna le abbia ricevute volentieri...
(1) Borrello, Giovanni. La stregoneria in Liguria: Storia, leggende, folklore. 2020, p. 193.









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