Castelvecchio di Rocca Barbena, piccolo borgo di 127 abitanti e teatro della breve vicenda leggendaria, è posto in Liguria, a circa una ventina di minuti a salire da Albenga, a 400 metri di altitudine, nel cuore della Val Neva. Presenta una architettura muraria da fiaba, a cavallo tra romanica e gotico-medievale il cui originario complesso abitativo risale al I secolo. Il “luogo dell’entroterra ingauno” – spiega lo storico, editore e poeta locale Gerry Delfino(1) – “secondo documenti ritrovati nell’archivio diocesano, dove si svolse il primissimo processo a una strega locale, che precedette di oltre due secoli quelli della Valle Argentina”, ovvero storica dimora delle più famose Streghe di Triora. La testimonianza riferita da Delfino – collezionista di libri antichi sulla Liguria – si riferisce a un uomo di Castelvecchio che, forse stanco di sopportare quelle che riteneva le stranezze di una moglie un po’ pesante, incominciò a diffamarla tra la gente del paese, facendola così denunciare come Strega... Oltre ad esserci un edificio chiamato dai locali Casa delle Streghe, nel borgo di stradine tortuose che sorge sullo sperone roccioso, sarebbe nascosta una strana tomba a forma di cuore che si dice appartenga all'ultima strega del paese. Quando tornerò, se ritornerò, forse andrò a cercarla...
Album fotografico
di Claudia Rosaspina Simone
Il Borgo e La Casa delle Streghe(foto3)
Sitografia di approfondimento
Sitografia di ricerca
Pelosi, Federica. “Albenga, gli scheletri risalgono alla caccia alle streghe.” La Stampa, 2015.
Diritti
Testo e fotografie di Claudia Simone. Tutti i Diritti Riservati.

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