La lunazione di agosto è un tempo di sospensione sacra,
un respiro di sollievo tra un ciclo e l’altro. Presiede la Madre del Gelo che discende nella
sua veste di “Madonna della Neve”, la cui memoria aleggia tra i monti e le pievi
di tutta Italia intorno al 5 agosto. Antica, forse sincretica erede della dea
sabina “Vacùna” – madre del vuoto, della vacanza e del riposo – custodisce i Misteri
della fine dell’estate. Era sua la festa dei “Vacùnalia”: tori, grano e fuochi
che salutano l’abbondanza e annunciano il gelo, evocativi di una simile usanza di
devozione a Iside del campo di grano, in Egitto…
Questa luna è di raccolto, latte e pascolo, in essa
vivono le Madri Matronae che hanno attraversato mito, storia e arte dall’Oriente
fino al Nord con molteplici volti a seconda del luogo in cui sono oggetto di
culto, ma anche della danza estatica e del fuoco interiore. Le Menadi, figlie
selvagge di Dioniso, arcaiche danzatrici dell’invisibile, richiamano al corpo e
alla trance, che può essere cercata e raggiunta nel modo che si preferisce e
che appartiene. A loro era forse sacra l’affascinante Amanita muscaria, ambrosia
divina e ponte tra visibile e invisibile…
Nel cuore di questa lunazione arde la chiamata a un “risveglio
altro”, apparentemente sopito nel tipico sonno aurorale del tramonto estivo:
come il fuoco, che può teneramente scoppiettare o distruggere, anche le
emozioni – troppo a lungo represse – chiedono di essere ascoltate, vissute,
onorate. La menade interiore in questo
tempo può invitare a comportamenti all’apparenza folli; non è pazzia, ma guida segreta
alla quale non è dato dare un senso quando compare. Come il gatto – compagno di
questo tempo – si possono abbracciare comportamenti all’apparenza “deliranti”
ma, alla lunga, salvifici.
La Saggezza Lunare
Questa luna invita al riposo sacro, alla celebrazione di un sentire lento e profondo. Brucia ciò che deve finire, armonizzandoti con la rosa canina, fiore che prepara il cuore ai primi freddi dell’autunno. Lascia che le emozioni ti parlino, come fiamme gentili, finché divengano luce che illumina il prossimo passo: non sei sola e, se lo sei, le calde fiamme del sole ti sono amiche, la via ti appartiene.
Il Testo fa parte della raccolta Le Tredici Lune dell'Anno Antico.
Testo di Claudia Simone. Tutti i diritti riservati.
Crediti fotografia: Pinterest di artista ignoto/a

che bello claudia!hai ripreso in mano anche il tuo vecchio blog che credevamo perduto?brava!ti leggiamo sempre con piacere e prendiamo spunto da te.
RispondiEliminaCiao Martina! Ho sbirciato i commenti poiché me lo sentivo che c'era qualcosa di prezioso da leggere! Sì, alla fine, Strega in Rosa è ritornata. Forse la pulce nell'orecchio me l'avevi messa proprio tu, quindi, grazie di cuore :-)
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