Questa luna settembrina, che nasce in Vergine il venerdì 11 settembre alle ore 05:27 italiane, e raggiungerà la pienezza in Ariete il 26 alle ore 18:49 ca., ci parla di respiro e di tracce: non solo quelle delle parole scritte, ma soprattutto quelle lasciate nei pensieri che vibrano dentro e fuori di noi, a volte più potenti delle azioni stesse...
La lunazione di settembre invita a distinguere tra un “logos” ordinato, colmo di saggezza, e un chiacchiericcio dispersivo che non nutre. Settembre apre lo spazio dei discorsi essenziali, delle voci oracolari che si concentrano sui mormorii sottili tra i veli dell’autunno, là dove il visibile e l’invisibile sospendono i loro confini e la Strega ritorna a vedere ciò che prima era offuscato.
Un animale guida del momento è l’aquila: solitaria, con lo sguardo limpido e alto, capace di andare oltre la superficie, al di sopra di tutto e tutti non per superiorità, ma per necessità. Come lei, questa luna ci chiede di osservare i frutti delle nostre scelte da una visione panoramica, senza giudizio ma con presenza. E i frutti di settembre – le melagrane dai grani accesi e le mele con la stella nascosta nel loro cuore – ci ricordano che la luce è sempre dentro di noi, pronta a illuminare la discesa verso i reami oscuri che la stagione preannuncia.
Come Persefone, che diversamente da quanto si pensi non è vittima ma sovrana che sceglie la discesa, possiamo onorare l’ombra come parte della vita, per guidare, accogliere e trasformare.
Restare in superficie è possibile, ognuna è libera nel suo cammino, ma accogliere l’invito dell’autunno significa entrare con coraggio nel mistero, scoprendo cosa le nostre ombre vogliono rivelarci.
Un animale guida del momento è l’aquila: solitaria, con lo sguardo limpido e alto, capace di andare oltre la superficie, al di sopra di tutto e tutti non per superiorità, ma per necessità. Come lei, questa luna ci chiede di osservare i frutti delle nostre scelte da una visione panoramica, senza giudizio ma con presenza. E i frutti di settembre – le melagrane dai grani accesi e le mele con la stella nascosta nel loro cuore – ci ricordano che la luce è sempre dentro di noi, pronta a illuminare la discesa verso i reami oscuri che la stagione preannuncia.
Come Persefone, che diversamente da quanto si pensi non è vittima ma sovrana che sceglie la discesa, possiamo onorare l’ombra come parte della vita, per guidare, accogliere e trasformare.
Restare in superficie è possibile, ognuna è libera nel suo cammino, ma accogliere l’invito dell’autunno significa entrare con coraggio nel mistero, scoprendo cosa le nostre ombre vogliono rivelarci.
La Saggezza Lunare
“I frutti di settembre – come le melagrane dai grani luminosi e le mele con la stella nascosta nel cuore – ci ricordano che la luce è sempre dentro di noi, pronta a illuminare la discesa verso i reami intangibili che la stagione preannuncia. Come Persefone, che diversamente da quanto si pensi non è vittima ma sovrana che sceglie la discesa, possiamo onorare l’ombra. Restare in superficie è possibile, ma accogliere l’invito dell’autunno significa entrare con coraggio nel mistero, scoprendo cosa le nostre ombre vogliono rivelarci”.
Il Testo fa parte della raccolta Le Tredici Lune dell'Anno.
Nota:
1. La lunazione di settembre è detta anche delle Mele, dell'Abbondanza o della Saggezza, la decisione di chiamarla “Luna della Melagrana” è frutto di una ispirazione personale che non pretende riscontro, se mai possibile, filologico.
Diritti
Testo di Claudia R. Simone. Tutti i diritti riservati.
Crediti fotografia: Pinterest di artista ignoto/a

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