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Le Dispettose Streghe della Val Marcia e la Strega più Grande del Mondo

Reportage 
di Claudia Rosaspina Simone

“Quand’è che entrano in azione le streghe, in che momento iniziano a volteggiarti sopra la testa ed a lanciare i loro anatemi e strali? Naturalmente nel momento che men te l’aspetti…” (1).

***

Murale Le Streghe della Val Marcia”. Balbido (TN) Via Piano Durone. Autore Franco Mora di Viadana (MN).

Tra le Giudicarie Esteriori del Trentino occidentale, a circa 760 metri sul livello del mare, Balbido conserva una delle tradizioni folkloriche più caratteristiche dell'intero territorio alpino. Piccola frazione del comune di Bleggio Superiore, immersa tra prati, boschi e montagne, dove il Lago di Garda lascia il posto allo scenario delle Dolomiti di Brenta e delle Terme di Comano, il borgo custodisce ancora il volto dell'antico mondo contadino. Le case in pietra, i fienili e la memoria tramandata dagli abitanti raccontano una cultura profondamente radicata nel territorio, ulteriormente valorizzata, dal 1987, dalle numerose pitture in stile naïf che hanno trasformato Balbido nel celebre “paese dipinto”.
Proprio sopra il paese si apre la Val Marcia, i cui ripidi versanti calano sul fondovalle bagnato dal torrente Duina. La valle è ricordata dalla tradizione popolare come la dimora delle Strie, nome con cui le streghe sono conosciute (anche) nel dialetto trentino. Diversamente da altre figure della stregoneria alpina, le Strie della Val Marcia non appartengono principalmente alla memoria dei processi inquisitoriali, bensì a quella del folklore locale, dove rappresentano presenze misteriose strettamente legate ai boschi, alla montagna e agli imprevisti della vita quotidiana.
Secondo la tradizione, queste creature amavano celarsi tra gli alberi della valle, attendendo il passaggio dei contadini diretti nei boschi per raccogliere legna o fieno. A quel punto le streghe facevano numerosi dispetti: scavavano magicamente buche lungo i sentieri, lanciavano pietre contro i carri fino a danneggiarne le ruote e, come molte streghe del patrimonio folklorico europeo, erano ritenute capaci di provocare improvvisi temporali e violente grandinate, responsabili della rovina dei raccolti. 

“Ogni volta che una ruota si spezzava, si poteva udire un sommesso sghignazzare e ci fu anche chi vide apparire per un momento, sulla cima di un albero, un viso di vecchia racchia sdentata” (2). 

“Se un fatto come questo fosse accaduto una volta soltanto, si sarebbe potuto attribuire colpa al caso, se fosse avvenuto due volte alla sfortuna, ma siccome la cosa divenne periodica ci fu chi, più arguto e d’udito migliore degli altri, intuì la reale portata dell’evento…” (3).

Le Strie offrivano così una spiegazione mitica alla dura vita della montagna, e le difficoltà quotidiane si trasformarono lentamente in racconti tramandati di nonna in nipote.
Al di là della suggestione circa questi eventi, la memoria di queste presenze si è fatta storia nella località Le Cros, all'ingresso della Val Marcia. La leggenda racconta che, attorno al 1656, gli abitanti decisero di innalzare cinque croci a formarne una più grande, per impedire alle Strie di oltrepassare il bosco e scendere verso il paese. Una popolazione di sani principi religiosi ad un volgare attacco delle forze del male reagisce in modo deciso e definitivo, si raccoglie in preghiera e si affida alla fede (4). L'evidenza studiata di recente, precisa tuttavia che le croci oggi ricordate dalla tradizione furono collocate soltanto verso la metà dell'Ottocento, durante un periodo di particolare rinascita della devozione alla Santa Croce nel territorio del Bleggio. Originariamente realizzate in legno, vennero successivamente sostituite dalle attuali croci in ferro, ancora oggi visibili lungo il sentiero...

“Da allora ogni volta che una strega s’avventura fuori dal suo mondo oscuro, va a sbattere il grosso naso adunco contro una di esse, e la gente di Balbido può adesso tranquillamente percorrere quella strada, su grossi trattori e nuovi carri, senza più incorrere in alcun inconveniente” (5).

La Val Marcia è raggiungibile anche attraverso la cosiddetta Strada delle Streghe, itinerario ad anello di circa tre chilometri nato da un progetto promosso dall'Ecomuseo della Judicaria e dall'Azienda per il Turismo Terme di Comano – Dolomiti di Brenta. Il percorso si affaccia simultaneamente su natura, fiaba e tradizione popolare, attraverso installazioni dedicate ad alcuni celebri personaggi del patrimonio fiabesco legato alle streghe. Nell'ambito dell'iniziativa, lo scrittore Stefano Bordiglioni realizzò il racconto La Bambina e la Strega, poi pubblicato nel volume Sentieri da favola per piccoli camminatori (2015), contribuendo a consolidare il legame tra il territorio e il suo immaginario.
A differenza di quanto avvenne in altre regioni italiane ed europee, a Balbido la figura della strega non assunse mai esclusivamente i tratti della creatura diabolica e persecutoria. Le Strie della Val Marcia incarnarono piuttosto la forza misteriosa della montagna, diventando personificazioni del bosco, del clima e degli elementi naturali. Le ricerche storiche oggi disponibili, infatti, non documentano processi o roghi avvenuti nella Val Marcia, mentre altre vallate del Trentino, come la Val di Fiemme e la Val di Non conservarono una documentazione processuale tra XVI e XVII secolo. Attorno al 1505, tra le Dolomiti del Trentino orientale, nelle confessioni delle accusate di stregoneria figurava la Donna del bon zogo, niente meno la domina ludi, “la signora del gioco tradizionalmente adorata dai partecipanti al convegno come una dea che conserva il carattere benefico proprio dell’antica credenza” (6), ormai deturpata dei suoi tratti originari per finire nell'immaginario comune assieme al demonio a presiedere al Sabba... (7).
A Balbido, invece, la strega restò fuori da questo tipo di narrazione e rimase soprattutto un personaggio della tradizione orale, accolto dalla popolazione come simbolo della propria identità culturale.
Proprio questa natura folklorica permette di riconoscere nelle Strie alcuni caratteri che le avvicinano alle più antiche figure fatate della tradizione europea. Nella memoria popolare esse conservano infatti aspetti condivisi con fate e altre antiche entità femminili del patrimonio leggendario, testimonianza di quella complessa stratificazione culturale che, attraverso i secoli, ha consentito ai più antichi immaginari mitici di sopravvivere trasformandosi senza scomparire.
Anche il nome della valle riflette il modo in cui essa è rimasta radicata alla propria storia: secondo la linguista Giulia Mastrelli Anzilotti, la forma storica del toponimo è Val Marza, documentata già nel 1454 nella forma ad rigum de Val Marza. L'etimologia proposta riconduce il nome al latino marcidus, probabilmente in riferimento alla natura friabile del terreno.
La leggenda delle Strie, fate dispettose o streghe che fossero, continua ancora oggi a vivere nel paesaggio e nell'identità di Balbido. I murales che decorano il paese, le sculture lignee disseminate lungo il percorso e soprattutto la celebre Stria Gigante, inaugurata nel 2019, testimoniano la volontà della comunità di trasformare un'antica tradizione orale in patrimonio condiviso. Alta 10,77 metri e riconosciuta dal Guinness World Records come la strega più grande del mondo, l'opera fu progettata da Liberio Furlini grazie al lavoro del Gruppo Giovanile di Balbido e di numerosi volontari. La struttura in acciaio rivestita di canne di bambù, con testa, mani e scarponi in larice scolpiti da Ilio Buffa, nacque non soltanto come primato artistico, ma soprattutto quale omaggio alle Strie che, secondo la tradizione, da secoli accompagnano la memoria della Val Marcia.
Lo studioso locale Fausto Francescotti definì le Streghe della Val Marcia “una delle leggende più tipiche tramandate di nonna in nonna presso i giovani e gli adulti”, riconoscendone quella “genuina freschezza” che ancora oggi continua a caratterizzare uno dei patrimoni folklorici più suggestivi del Trentino. 

Nei primi giorni di agosto, “Anche le streghe, nel periodo della fienagione, s’acquietavano e restavano in disparte e silenziose ad ammirare la strenua volontà con la quale la gente di Balbido rubava al monte il suo piccolo tesoro di fili d’oro” (8).


Album fotografico
Di Rosaspina





























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Note:

1. Bonn, Cesare. Balbido era... Balbido è... Gruppo Culturale “La Ceppaia”, 2006, p. 22.
2. Ibidem.
3. Ibidem.
4. Ibidem.
5. Ibidem.
6. Corsi, Dinora. Diaboliche maledette e disperate: Le donne nei processi per stregoneria (secoli XIV–XVI). Firenze University Press, 2013. Biblioteca di Storia, no. 20.
7. Ibidem.
8. Bonn, Cesare. Balbido era... Balbido è... Gruppo Culturale “La Ceppaia”, 2006, p. 51.

Bibliografia e Sitografia

Arcidiocesi di Trento, Area Cultura. La caccia alle streghe nel Principato vescovile di Trento.
Bonn, Cesare. Balbido era... Balbido è... Gruppo Culturale “La Ceppaia”, 2006.
Bordiglioni, Stefano. “La Strada della Strega”. In Sentieri da favola per piccoli camminatori. Illustrazioni di Paolo D'Altan, Carthusia, 2015.
Comunità delle Giudicarie. “Giudicarie Esteriori”. Comunità delle Giudicarie.
Corsi, Dinora. Diaboliche maledette e disperate: Le donne nei processi per stregoneria (secoli XIV–XVI). Firenze University Press, 2013. Biblioteca di Storia.
Dante Alighieri. “Purgatorio. Canto XIX”. Divina Commedia. Wikisource.
Garda Trentino. “I Sentieri dei Piccoli Camminatori – La Strada delle Streghe”. Garda Trentino.
Garda Trentino. “Murales di Balbido”. Garda Trentino.
Garda Trentino. “Val Marcia – La valle delle streghe”. Garda Trentino.
Giordani, Italo. Processi per stregoneria in Val di Fiemme (1501, 1504–1506). Fondazione Museo Storico del Trentino.
Istituto della Enciclopedia Italiana. “Balbo”. Treccani, Vocabolario on line
Judicaria. No. 5, Centro Studi Judicaria, 1987.
Mastrelli Anzilotti, Giulia. “Appunti toponomastici sulla Val del Chiese”. Studi Trentini di Scienze Storiche, vol. 72, 1993, pp. 257–292.
Panizza, Augusto. Processi contro le streghe nel Trentino: cavati dai documenti e pubblicati con introduzione e note. Marietti, 1888. Wikisource.
Riccadonna, Graziano. “La “Stria” di Balbido è davvero da Guinness”. Trentino, 8 Settembre 2019.
Riserva della Biosfera UNESCO Alpi Ledrensi e Judicaria. “Balbido Paese Dipinto”. Riserva della Biosfera UNESCO Alpi Ledrensi e Judicaria.
Rocca, Denise. “Bleggio, iniziata l'operazione dei giovani per la ‘Strega da Guinness’”. L'Adige, 28 Luglio 2019.
Turazza, Silvia. “La strega più grande del mondo, a mezz'ora da Riva del Garda”. Garda Outdoors, Garda Outdoors
Vernaccini, Silvia. “Gli itinerari dell'Autonomia. Giudicarie Esteriori: Bleggio Inferiore”. Il Trentino, anno XLVI, no. 304, dicembre 2010, pp. 40–41.

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