C’era una volta una bambina, i cui genitori erano morti ed
era così povera che non aveva più una stanzetta in cui vivere, né un giaciglio
su cui riposare, e infine non le era rimasto altro che le vesti che indossava e
un pezzetto di pane tra le mani, che un uomo di buon cuore le aveva donato. Ma
lei era buona e pia, e poiché era stata abbandonata da tutto il mondo, si recò
nei campi, confidando in Dio...
Là incontrò un pover’uomo che le disse: — Oh, dammi qualcosa
da mangiare, ho tanta fame —. Ella gli diede tutto il pane che aveva e disse: —
Dio ti benedica —, e proseguì sul suo cammino. Poi incontrò un bambino che
piangeva e diceva: — Ho così freddo alla testa, dammi qualcosa per coprirmi —.
Allora la piccola si tolse il berretto e glielo diede. E dopo aver proseguito
ancora un po’ arrivò un altro bambino che non portava neppure una camicetta e
poiché era infreddolito la bambina donò la sua; e proseguì. Poi ne arrivò un
altro e le chiese un cappottino, tantoché la piccola si spogliò anche di
quello. Cammina, cammina nel bosco, giunse in una foresta ed era già calato il
buio, quando un'altra bambina si avvicinò e chiese una camicetta, e la buona
fanciulla pensò: “È notte fonda, nessuno può vederti, puoi certamente dare via
la tua camicetta”, e si tolse la camicetta e diede via anche quella. E mentre
se ne stava lì, senza più niente, improvvisamente le stelle caddero dal cielo
in una pioggia brillante, e si rivelarono essere niente altro che monete dure e
lucenti; e anche se aveva dato via la sua camicetta, ne aveva una nuova indosso
del lino più pregiato.
Raccolse allora le monete in essa, e fu ricca per il resto
della sua vita.
***
A volte è necessario lasciare andare tutto, per accorgersi dei veri doni in serbo per noi. Spesso, nella perdita sia materiale che immateriale, si accede a luoghi di sé di cui non si aveva coscienza, e la consapevolezza della propria ricchezza interiore può tornare a brillare. Nel ritenere di avere poco valore e dunque credendo di non possedere nulla, ci si accorge che invece si possedeva tutto, solo che bisognava osservare da una prospettiva altra. D'altra parte, nella fiaba, v'è l'elemento divino, quello che si incontra nel silenzio del proprio cuore al crepuscolo, magari passeggiando un po’ scoraggiate sulla riva del mare o al bordo di un campo di grano. Sin dalla antichità i nostri antenati e le nostre antenate hanno creduto che “il dono” fosse di competenza di certe entità di fortuna che abitavano nella natura, nella terra e nel cielo, oltre che nelle stelle...
Tra le fiabe dei Grimm è ricorrente, ad esempio, la figura di Frau Holle portatrice di oro e dono, niente meno la nostra amata Berchta delle aree alpine e germanofone, la quale peraltro sfreccia tradizionalmente nel cielo stellato proprio nel tempo che intercorre tra Natale ed Epifania, ed è quindi associata alla stella, come ho scritto in testi precedenti tra cui questo qui. Ma a prescindere che si voglia vedere il Dio dei cristiani o una figura altra, più affine alle fanciulle che esperiscono liberamente l'invisibile, il significato del racconto non cambia: si raccoglie tante volte quanto si ha seminato, nel bene e nel male. La protagonista di questa fiaba, ha seminato amore, tanto amore le è tornato indietro, nei panni di una ricchezza materiale che, naturalmente, trasfigura in quella interiore.
Nota:
La fiaba qui riportata, tradotta dall'autrice del presente sito, con tutta probabilità affonda radici nella tradizione orale tedesca. Fu pubblicata nella attuale versione per la prima volta dai fratelli Grimm nel 1812, nel primo volume delle Kinder- und Hausmärchen, ovvero le meglio note “Fiabe del focolare” (letteralmente “Fiabe dei Bambini e della Casa”) con il titolo originale Die Sterntaler che significa letteralmente “I talleri delle stelle” o “Le monete delle stelle”. Il composto tedesco è formato da Stern “Stella” e Taler “Tallero”, l'antica moneta di area germanica. La traduzione italiana tradizionale, “La pioggia di stelle”, è in ogni modo la più conosciuta ed evocativa. Nel testo dei fratelli Grimm, infatti, le stelle si tramutano metaforicamente in monete lungo la loro discesa sulla piccola bambina: “(...) fielen auf einmal die Sterne vom Himmel, und waren lauter harte blanke Taler”; “All'improvviso le stelle caddero dal cielo ed erano tutti quanti duri e lucenti talleri”.
Bibliografia
Grimm, Jacob, e Wilhelm Grimm. Die Sterntaler: Märchen. Philipp Reclam jun. Verlag GmbH, 2024. Reclams Universal-Bibliothek, n. 14602.
Sitografia
“Stern”.
LEO: Deutsch-Italienisches Wörterbuch, LEO GmbH (dict.leo.org).
“Taler”. LEO: Deutsch-Italienisches Wörterbuch, LEO GmbH
(dict.leo.org).
Testo di Claudia Rosaspina Simone. Tutti i diritti riservati.
Crediti illustrazione: Pinterest di artista ignoto/a.
.jpg)

Commenti
Posta un commento