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Novembre. Luna del Calderone

La prima luna dell’anno delle Streghe, detta del Calderone o della perdita, copre o segue la festa degli spiriti di Samhain – ricorrenza che può essere approfondita leggendo il saggio indicato in calce – che cade rispettivamente la notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre. Durante questa lunazione speciale, definitivo “giro di ruota” che lascia indietro l’anno passato per varcare la soglia del nuovo, si discende nell’oscurità, rappresentata dal calderone della strega, in quanto simbolo del ventre materno, entro cui ritorniamo a nutrirci, per abbeverarci allo zampillo della fonte. Nell’individuazione di quel luogo sicuro e inviolabile che ci abita e a cui apparteniamo, possiamo finalmente allietarci, trascorrere del tempo dentro noi stesse/i in posizione fetale, a ricordarci che il nucleo delle origini che ci ha generate e generati è sempre lì, pronto a rifocillarci come avvenne quando ci condusse al mondo come “carrozza” che cammina fra i mondi. La zucca-carrozza di Cenerentola, secondo gli studi di M. Cachet, basati sulla unica versione della fiaba in cui compare una zucca, ovvero quella di C. Perrault – che potete approfondire seguendo il collegamento in calce a questo testo – è infatti da collocarsi in un contesto autunnale, in quanto potrebbe essere letta come il mezzo di rigenerazione della fanciulla che, similmente a Persefone nel mito greco primitivo, avrebbe scelto di varcare, nella visione comparata della Cachet, i “misteri della discesa”, elemento di lampante dietrologia egizia, dove una versione antica della fiaba avrebbe peraltro avuto origine, nei panni della fanciulla “Rodopi”, della quale si narra nel saggio indicato nella sitografia. Nel contesto, gli Egizi celebravano – secondo il calendario appreso da Plutarco – la più antica festa dei morti nei giorni tra il 13,14,15 e 16 novembre. La concezione di un dio dei morti è del resto emblema delle particolari usanze legate al culto di Osiride, fratello e/o figlio di Iside e Dio che si sarebbe aggiudicato il reame dei morti, risorgendo dal fiume Nilo, e sono state rintracciate da Frazer in Plutarco, che scriveva verso la fine del secolo I, mentre a narrare della tomba di Osiride e del conseguente rito di rappresentazione delle sue sofferenze fra gli Egizi fu Erodoto, che individuava l’usanza, però, nel periodo che coincide col Natale – che corrisponde a un tempo liminale, simile a quello di Samhain: si inscenava una cerca della tomba di Osiride con l’ausilio di una “vacca d’oro”, rappresentata da una donna con la testa di vacca, come personificazione della madre (allattante) Iside, in cui il vero mito di Demetra e Persefone, con tutta probabilità, trae origine. Sebbene la zucca sia una menzione di Perrault, non presente, ad esempio, nella versione del focolare di J. e W. Grimm, e a ogni modo non si trattava della tipica zucca di Halloween che siamo solite immaginare, dato che la Cucurbita Maxima venne introdotta in Europa solo dopo la “scoperta” dell’America, le prime zucche – probabilmente la varietà “Lagenaria Siceraria” – approdarono da noi già con i Fenici, e vennero coltivate ed esaltate anche dai Romani. Come ogni cercatrice e cercatore farebbe, allora si discende, in questi giorni oscuri, trasportate/i dalla carrozza magica – quale che sia la zucca – dentro. E si arde, in questo tempo, come fiammelle che mai spengono: solo per sé stesse, nel buio della caverna delle antenate e degli antenati.

“La gente attaccava una infinità di lampade a olio fuori dalle case e le lampade bruciavano per tutta la notte. Questa usanza non era limitata a Sais ma si osservava in tutto l’Egitto. L’universale illuminazione delle case di notte una volta all’anno fa supporre che questa festa potesse essere una commemorazione non soltanto del morto Osiride, ma dei morti in genere, in altre parole, che fosse simile al nostro Giorno dei Morti. Infatti, è credenza assai diffusa che le anime dei morti tornino a rivedere le loro antiche dimore in una notte dell’anno: in questa solenne occasione, la gente si prepara a ricevere i fantasmi, mettendo a loro portata del cibo e accendendo delle lampade per guidarli nell’oscurità quando vengono dalla tomba e quando vi tornano. Erodoto ha mancato di dirci in quale data dell’anno tale festa fosse festeggiata, ma Plutarco osserva che la morte di Osiride sarebbe avvenuta il 17 del mese di Athyr e che gli Egizi celebrassero i loro riti funebri annuali nei quattro giorni prima a tale giorno che, secondo il calendario alessandrino utilizzato da Plutarco, sarebbero il 14, 15, 16 e 17 novembre. Egli suggerì, inoltre, che in quei giorni il livello del Nilo si abbassava, il vento del Nord si placava, le notti si facevano più lunghe e le foglie cadevano dagli alberi.”
Frazer, James G. Il ramo d’oro: Il rituale di Osiride. p. 448

La Saggezza Lunare

La prima luna dell’anno delle Streghe ci invita a scendere nell’oscurità. È tempo di ritornare al calderone, alla fonte originaria che nutre e rigenera. Come Cenerentola, trasportate dalla zucca-carrozza magica, varchiamo un regno sottile che a poche e pochi, durante questa lunazione, rivela voci e visioni; moriamo al vecchio per rinascere dal buio, accedendo a una nuova fiammella, promessa di rinnovata magia...”.

Il Testo fa parte della raccolta Le Tredici Lune dell'Anno Antico dove sono enumerate le fonti di ricerca.

Sitografia di approfondimento

Uno studio sincretistico su Halloween: origini, fiabe e rotte mitiche per l'Aldilà e Misteri dal mondo Artico, Norreno, Celtico, Greco fino all'Egitto. Uno scritto di Claudia R. Simone, il 28 ottobre 2022

Cenerentola Lucifera. Dalle ceneri alla fiamma uno studio di mitologia comparata. Uno scritto di Claudia R. Simone, il 28 ottobre 2022

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Testo di Claudia R. Simone. Tutti i diritti riservati.
Crediti fotografia: Pinterest di artista ignoto/a

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